Sir Edward

& Mr Vick e… il loro papà

Casco ben allacciato e luci accese anche di giorno

“Papà perché quelle persone in moto hanno il casco?”

“Perché quando si va in moto è obbligatorio metterlo per proteggere la testa, se capita di cadere il casco evita di farti male, protegge la testa. Anche io metto sempre il casco quando vado in moto.”

“Anche in bici, vero?”

“Certo Edo. Appena fa un po’ bello, topo, ti ricordi che dobbiamo comprare la bici nuova e imparare ad andare senza rotelle? E dobbiamo mettere sempre il casco perché le prime volte potrebbe capitare di cadere così stiamo tranquilli e tu puoi divertirti senza aver paura. Ma il caschetto lo mettiamo anche dopo che hai imparato bene ad andare senza rotelle perché il casco va sempre tenuto ben allacciato in testa.”

Questa mattina nel tragitto casa-asilo abbiamo chiacchierato di caschi, moto e bici, poi vedo la foto di Simo dopo una rovinosa caduta ma soprattutto lo stato del caschetto di protezione (andate a vedere in che condizioni é) e sono felice che Mamma F sia una persona previdente, il faccino tutto segnato di Simone si risistemerà e tornerà ad essere bello come prima, ma senza quel caschetto i segni sarebbero potuti essere ben più gravi.

Da leggere ascoltando “Born to be wild” dal film “Easy Rider”: lasciamo a Peter Fonda e Dennis Hopper di cavalcare le loro bikers con capelli al vento, noi in bici o in moto sempre casco allacciato.

Letture e sport

“– Ma non ci puoi anticipare qualcosa? – domandò
timidamente Murder.
– No! Vi posso solo dire che è un’azione che ci farà
balzare di colpo in testa alla top list delle sette sataniche
d’Italia.
Silvietta gli afferrò un polso. – Mantos, dài ti prego, dicci
qualcosina. Sono troppo curiosa…
– No! Ho detto di no! Dovete aspettare. Se fra una
settimana non vi porto un progetto serio, allora grazie, ci
diamo una bella stretta di mano e sciogliamo la setta. Va
bene? – Si mise in piedi. Gli occhi neri gli erano diventati
rossi, riflettevano le fiamme del forno delle pizze. – Ora
discepoli onoratemi!
Gli adepti abbassarono il capo. Il leader sollevò gli occhi al
soffitto e allargò le braccia.
– Chi è il vostro padre carismatico?
– Tu! – dissero in coro le Belve.
– Chi ha scritto le Tavole del Male?
–Tu!
– Chi vi ha insegnato la Liturgia delle Tenebre?
– Tu!
– Chi ha ordinato le pappardelle alla lepre? – fece il
cameriere con una sfilza di piatti fumanti sulle braccia.
– Io! – Saverio allungò una mano.
– Non toccare che scottano.
Il leader delle Belve di Abaddon si sedette e in silenzio
cominciò a mangiare.”

(Ammaniti – “Che la festa cominci”)

Dopo la leggerezza (vedi estratto sopra) per alcuni tratti dell’ultimo libro letto “Che la festa cominci”, ho deciso di continuare su questo tipo genere, sia chiaro che non sto mettendo sullo stesso piano un romanzo di Ammaniti con una biografia di un calciatore, ma ogni tanto bisogna dare una spolverata ai pregiudizi, quelli sul mondo del calcio poi ce ne sono da riempire una biblioteca – e lo scrivo da tifoso e da amante di questo sport – per non parlare dei libri che questi miliardari (ops, sono rimasto alla Lira) mandano in stampa dove di loro c’è solo il nome, abituati come sono a far solo autografi o mettere firme su ricchi contratti. Per cui da oggi, vai con “Io, Ibra” e che i miei 4 neuroni (sono un ottimista!) in croce non chiedano asilo politico.

Poi però mi sono anche detto: perchè? Perchè no? Ci perdo qualcosa a leggere i racconti di Ibrahimovic messi su carta rigorosamente digitale da un certo David Lagercrantz? Ho anche letto l’ultimo Fabio Volo – omioddio Fabio Volo nooooooo! Mi sono andato a spulciare la classifica del Corriere e Ibra è pure in classifica, come Volo del resto.

PS: se qualcuno pensa che influenzi il grande sulle scelte importanti della vita, per esempio che squadra di calcio tifare, si baglia di grosso!

Da leggere ascoltando Dire Straits in “Where Do You Think You’re Going”

Io e il mini-me: è di nuovo amore

Ci ho messo un po’ per rendermene conto e poi il raffronto era impietoso. Passati i primi momenti di amore incondizionato verso l’ultimo arrivato, mettici pure la felicità di questo frugoletto che dormiva beato e che si sentiva poco, ma dopo – pian pianino – questo innamoramento si é affievolito.

Su un piatto della bilancia Edo sull’altro Vick e il confronto era impari, da un lato un essere pensante dall’altro un essere poco propenso al dialogo tutto preso dalle sue tette o dal bibo (adesso “allatto” anch’io alla grande!). Poi da papà, non avendo vissuto quel periodo esclusivo appannaggio della mamma, dovevo ricominciare da capo. E non è stato semplice, né facile. Il tempo a nostra disposizione è aumentato con il passare dei giorni e poi la settimana trascorsa a casa ha fatto scoppiare definitivamente e incondizionatamente l’amore per Vick, i suoi sorrisi riempiono il cuore – ci guardiamo negli occhi, accenno a un sorriso e lui mi risponde subito allargando il suo visino a più non posso – le sue urla affamate meno, ma ormai ci stiamo conoscendo sempre di più e come dice la mamma non potevo non innamorarmi di lui essendo la mia copia, il mio mini-me!

Da leggere ascoltando Nat King Cole in “When I fall in Love”

{this moment}

*BUON ANNO*

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“A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others

Da guardare ascoltando i Dire Straits in “Tunnel of Love”

Regalo

Solitamente sono i genitori che fanno i regali ai propri cuccioli per il compleanno, diciamo che oggi un compleanno vero vero non è, ma comunque 3 mesi sono sempre 3 mesi e quindi il regalo c’è l’ha fatto lui: Vick, per la prima volta e spero non ultima, ha dormito bello (dicono mi assomigli!) e beato tra le braccia di Morfeo quasi tutta la notte, dalla mezzanotte fino alle 6, senza interruzioni, senza pianti, senza reclamare pappa, una lunga e silente notte in cui il piccolo ci ha fatto questo bellissimo regalo per i suoi primi tre mesi di vita. Speriamo solo di non dover aspettare i prossimi 3 per dormire nuovamente tutta la notte.

Auguri mio piccolo Vick!

Da leggere ascoltando Paolo Conte in “Il miglior sorriso della mia faccia” (oggi è il minimo, porto ancora i segni del cuscino)

Nonni al volante

In macchina. Dopo aver lasciato il nonno in palestra dall’altro nipotino ci troviamo fermi a un semaforo. La macchina davanti a noi non ne vuole sapere di mettersi in marcia:

“MUOVITIIIIIIIIIII!” – sento urlare al mio fianco facendomi quasi spaventare – “E’ VERDE!”

“Vero Edo, è verde” – facendo finta di nulla

Riusciamo a riprendere il cammino e subito dopo con calma serafica:

“Sarà sicuramente un nonno!”

Per fortuna che il nonno vero lo avevamo già lasciato giù! E buon Natale.

Da leggere ascoltando Michael Buble – Jingle Bells (feat. The Puppini Sister)

Leggendo di sport (non di calcio)

Un piccolo piccolissimo omaggio a un giornalista (sportivo e non)- scrittore che leggo spesso sul Corriere, i suoi articoli sportivi, ma soprattutto quelli di cucina mi lasciano sempre a bocca aperta (sarà la fame atavica?), sarà forse e banalmente anche se banale non è il suo modo di scrivere. Ho appena finito di leggere il suo ultimo libro “Occhi negli occhi”: un bel romanzo, scritto bene, delicato, scivola via con naturalezza in cui gli intrecci tra passato e presente, tra amicizia e amore, tra gioia e dolore sono continui senza mai perdere il filo del racconto in un viaggio che ci porta fino all’altro capo della Terra alla ricerca di qualcuno perso tanti anni prima.

«Quando avrò dei nipoti (se li avrò) racconterò loro del punto più basso della mia vita professionale, il 9 agosto 1992, alla piscina Bernat Picornell di Barcellona che, però, è anche il punto più alto che ho mai raggiunto in questo mestiere, perché ho avuto la possibilità di raccontarlo sul Corriere della Sera. Italia-Spagna 9-8 (come la semifinale di questo Mondiale sulla Croazia di Ratko Rudic) dopo i supplementari. L’avvenimento più esaltante che ho mai vissuto, talmente esaltante che, circondato da spagnoli che credevano alla medaglia d’oro, tartassato (chi segue la Santa Waterpolo partecipa come se andasse in vasca) dagli arbitri, sbertucciato da una piscina in cui noi italiani eravamo minoranza, alla fine sono saltato sul banco della tribuna stampa e ho fatto il gesto dell’ombrello rivolto alla tribuna reale, dove c’era, appunto, re Juan Carlos…»  Corriere della Sera (28 luglio 2011)

Roberto Perrone

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“A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others…

Da guardare ascoltando “Spiderman” – Michael Buble

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Settimana scorsa. Ore 21:54.

Silenzio in casa, cosa rara di questi ultimi tempi. Il piccolo dopo l’ultima ciucciata di bibo e aver rigurgitato il di più sulla mia spalla se la dorme, beato.  La mamma subito dopo si è fondata a letto, stanca. Il grande dorme (o almeno così credevo). Io mi sto rilassando leggendo il corriere nella quiete svaccato sul divano.

A un certo punto si sente un suono provenire dalla cameretta: eeeecchiù!!!

Non rispondo, faccio finta di nulla e tantomeno mi alzo a vedere se è tutto a posto. Passa qualche secondo e nel silenzio della casa:

“NESSUNO MI DICE SALUTE?”

Il grande sta diventando una sagoma!

Da leggere ascoltando Cochi e Renato in “A me mi piace il mare”

Stop SOPA