Disegni e Passioni

Senza volerlo e forzarlo la mia passione calcistica ha avuto il sopravvento su Edo, sarà stato anche che ultimamente siamo andati a S.Siro a vedere due partite, di cui una pure serale (Milan-Roma, non ce l’abbiamo fatta però a vederla tutta).

E così una sera al ritorno dall’ufficio mi regala un suo “capolavoro”, una tipica azione sui campi di calcio, un calcio di rigore:

“allora papà, adesso ti spiego. Ascoltami. Questo è El Sharawi e sta tirando un calcio di rigore. In porta c’è Buffon.”
“Edo, il faraone è proprio lui, ma dimmi come mai non c’è il sole?”
“C’era papà, ma poi giocavano di sera e quindi non c’è più”
“Giusto”
“Edo me lo firmi? Così poi lo porto in ufficio e lo metto vicino all’altro disegno?”
“No, dai. Si, va bene te lo firmo, ma solo Edo!”

Disegno_Edo-2

Non vogliamo ascoltarci in sottofondo De Gregori con “La leva calcistica della classe ’68″?

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A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others…

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Il viaggio continua

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E’ uno spasso andare allo stadio con Edo, la pioggia non ci ha fermato, abbiamo solo evitato di andare in scooter, praticamente è stata una radiolina accesa, non ha smesso un secondo di parlare nemmeno quando a un certo punto mi ha detto: “papà, mi fa male un po’ il pancino?”. Poi è un emotivo, ogni tanto quando il Torino attaccava si copriva gli occhi per non vedere. Nel secondo tempo mi fa, guardandomi dritto negli occhi e prendendomi la faccia con le mani: “papà, se segna il Torino, ce ne andiamo, ok?? Ok, papà???”. Per fortuna alla fine ha segnato invece il Milan e nei festeggiamenti vari è stato pure abbracciato da un vecchietto al suo fianco e da una signora che stava dietro.

Questi ricordi di me ed Edo allo stadio si intrecciamo con quelli con mio papà, non c’è più la voce della pubblicità degli estintori Meteor, ma il sapore di condivere una passione  e di trascorrere del tempo insieme è la medesima, nessuna differenza se non quella che una volta ero figlio e adesso invece sono genitore, ma la gioia e la felicità sono le stesse, nessuna differenza. Davvero nessuna.

biglietto_milan

MILAN 1 – 0 TORINO
84′ BALOTELLI

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 “A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others…

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Estintori Meteor

Mi sono accorto solo oggi che in circa 30 metri di corridoio in ufficio ci sono tre estintori e non potevo non ricordare una famosa voce, ben presente in testa, indelebile al tempo, alla polvere, ricordi ben stampati in testa. Chi è di Milano, ma soprattutto chi è milanista e non più un ragazzino, aimè, starà sicuramente sorridendo leggendo il titolo del post.

“Meteor. Meteor. Meteor. Estintori Meteor. I più moderni ed efficaci mezzi che vi proteggono dal fuoco. Estintori Meteor. Pero. Milano.”

Una presenza fissa, la partita non iniziava se prima non si sentiva rieccheggiare la pubblicità degli estintori diffusa dagli altoparlanti di S.Siro.

Stiamo parlando di uno stadio che non c’è più, nessuna copertura, men che mai 3° anello, solo popolari, distinti, tribuna urlati dai bagarini fuori dallo stadio. Altri tempi, quando si arrivava presto perché i posti non erano numerati e vigeva la semplice regola del primo che arriva, l’importante era non mettersi sotto la “fossa dei leoni”, non sapevi mai cosa ti poteva arrivare in testa, meglio evitare.

Tante, tantissime partite viste con papà, anche quelle dell’Inter anche se entrambi di fede milanista, ma si passava la domenica pomeriggio insieme allo stadio anche perché all’epoca si riusciva ad entrare gratis  e quindi via in macchina direzione S.Siro anche se voleva dire mangiare di corsa perché all’epoca le partite erano solo pomeridiane, iniziavano tutte rigorosamente alle 14.30, non si poteva arrivare all’ultimo secondo, c’era il posto da prendere e c’era soprattutto quella voce da ascoltare.

“estintori meteor, estintori meteor…”

Ciao papà… nessun compleanno da ricordare, nessun anniversario, nessuna festa, solo un sorriso, solo un ricordo di una vita che non c’è più.

Disegni e regali

Cercate il sole – simbolo per eccellenza del padre – nei disegni dei vostri figli: il padre ideale, che brillando manda calore e vita a tutto il mondo. Se è collocato in un angolino a sinistra del foglio, indica quanto poco spazio ci sia per lui nel cuore del piccolo e quanto la sua funzione sia demandata ad altri. Se i raggi sono disegnati a matita o colorati di nero, può esserci freddezza o poco affetto, mentre se sono gialli ed evidenti, il figlio si sente sufficientemente riscaldato, dal punto di vista affettivo. E un sole che risplende sulle cime aguzze dei monti può indicare un padre temuto, o “irraggiungibile”. Pieno di significati anche l’albero (a un papà presente corrisponde di solito una chioma ricca e florida). O la casa: in un rapporto equilibrato, è collegata al mondo da una strada.

(fonte Corriere.it – http://27esimaora.corriere.it/articolo/il-mio-papa-e-grande-come-il-sole/)

Uno dei regali più belli che potessi mai ricevere, un disegno fatto da Edo per la festa del papà. Quando me l’ha dato gli brillavano gli occhi, anche a me e non sono riuscito a trattenere le lacrime.

Lo trovo bellissimo, colorato, il primo disegno del mio bimbo in cui siamo io e lui, nessun altro se non un sole in alto a sinistra alla faccia di quanto riportato sopra e un cielo azzurro splendente.

Con orgoglio Venerdì me l’ha dato con l’unica richiesta che lo portassi in ufficio, da appendere e con tutta la felicità che mi esprime quel disegno ho già provveduto ad attaccarlo vicino agli altri disegni e alle foto.

Io e il mio papà

Habemus scholam

Dei tempi del Liceo e soprattutto del latino oltre alla prima declinazione di rosa/rosae mi è sempre rimasta impressa una citazione di Seneca:

“non scholae sed vitae discimus”

La seconda piccola tappa del viaggio iniziato più di un mese fa si è conclusa venerdì con l’arrivo di due mail e di una telefonata alla mamma. Da Settembre Edo inizierà il suo viaggio, entrerà nel mondo della scuola e come diceva Seneca inizierà a studiare per la vita, per essere in grado di superare le difficoltà e i paletti che la vita metterà sul cammino di Edo.

Ore 11.06:
“Gentile Ruben,
La informiamo che la sua richiesta di iscrizione all’a.s. 2013/14 per l’alunno/a EDOARDO è stata smistata alla scuola MIEE8EXXXX  - VIA ALDO MORO
Rivolgersi alla segreteria per ulteriori informazioni.
Distinti saluti.”

Iniziamo bene! No panic perchè ero in ferie e quindi non ho letto la mail in termpo reale.

Ore 14.13:

“Gentile Ruben,
La informiamo che la sua richiesta di iscrizione all’a.s. 2013/14 per l’alunno/a EDOARDO è stata accettata dalla scuola MIEE8EXXXX – VIA ALDO MORO
Distinti saluti.”

E così adesso ci siamo, per il momento non ci penso, non ci pensiamo, ma a Settembre si inizia e in tema di tappe Edo sta completando il suo percorso logopedico con grande soddisfazione sua che due volte alla settimana si fa un giretto fuori  e qualche volta si scampa la polenta per pranzo e con grande soddisfazione nostra che ha ottenuto dei miglioramenti non indefferenti per non parlare di quando è proprio lui a correggerci. Settimana scorsa il primario di logopedia ha seguito una parte della lezione di Edo e uscendo ci ha confermato che i progressi sono stati notevoli e quindi tutte le preoccupazioni e paure sono svanite in quella breve chiacchierata.

Buon viaggio, mio piccolo grande ometto.

“Fratelli e sorelle buonasera”

«Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo io vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me».

(Papa Francesco I – Roma, 13.03.13)

Anche Edo con un occhio sull’iPad giocando a Fifa e l’altro al televisore ha guardato in modo distratto la prima uscita del Papa, Vick invece ha tranquillamente e giustamente fatto come se nulla fosse.

{this moment #59}

DSCF1841(Spogliatoio AC Milan – Stadio S.Siro)

 “A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others…

Dalla

Beh, sai, è stato terribile. Io e Lucio avevamo finito di lavorare insieme da pochi mesi quando lui è morto, quindi non c’è solo la mancanza, ma proprio un distacco improvviso, qualcosa con la quale ti sembra di non poter fare i conti. Quando giravamo insieme lui parlava spesso della vita – e della morte – ma senza fare chissà quali discorsi… ne parlava in maniera semplice. E’ vera questa cosa, che diceva sempre che la vita era solo il primo tempo, ci credeva, era sicuramente un uomo sereno da questo punto di vista, magari su tante cose fingeva ma non su questo: quando eravamo in tour qualche imbecille mise in rete la notizia che era morto Lucio Dalla e a lui non gliene fregò niente… Io gli dicevo “Lucio io mi incazzerei moltissimo se lo facessero a me”, ma lui era così, la cosa non lo colpì più di tanto. Lascia un grande vuoto e un grande pieno, mi sento privilegiato ad aver condiviso con lui gli ultimi momenti della sua vita d’artista. Credo che insieme siamo riusciti a scrivere e cantare cose importanti, con una sincerità e un’intensità rara che ha sempre superato diversità di carattere, di stile, di cultura, di educazione Se mi manca o no non saprei dire… Certo banalmente non posso alzare il telefono e dirgli “ Ehi, come stai, hai sentito questo, hai sentito quello, quando passi da Roma?”, non posso più progettare niente di comune, intendo dire nemmeno prendere un caffè insieme, no. Tanto meno scrivere ancora o salire su un palco. Ma la verità è che tutto è scritto e dobbiamo convivere anche con il distacco e il rimpianto. Ma lui lascia dietro di sé qualcosa di vivo, di non definitivo e quindi di vitale e questa in qualche modo è una consolazione. Sarà difficile che diventi un santino, la sua musica continuerà a piacere e a influenzare gli artisti più sensibili.

(F. De Gregori)

Da leggere ascoltando “L’anno che verrà ”