Author Archives: Ruben

Così per dire twitter

“Sono fatto così”
E ssì fatt nà chiavica!

(cit. @Sciakkispirr)

Racconti pre e post camp

“Edo sei contento di fare anche il camping dell’Atalanta? Guarda che ai miei tempi non c’erano. Al massimo c’era la colonia!” “Ma il calcio c’era?” “Se vabbè!” “Facciamo 2 docce al giorno. Settimana prossima posso anche non farla la doccia, … Read more »

Piccoli regali

 18.06.14

Auguri papá, non so dove sei stato in tutti questi anni, ma so sicuramente con chi sei.

Nuvole d’amore

7 febbraio  “Papà, chiamiamo la nonna oggi?” “Edo, non possiamo chiamare la nonna. Sai cosa devi fare? La sera, prima di addormentarti, le racconti come è andata la tua giornata, cosa hai fatto a scuola anche se lo sai che … Read more »

Arpad Weisz e la Shoah

27 Gennaio Quando saranno grandi regalerò a Edo e Vick un libro, un libro di sport e di storia, un libro che racconta le vicende di un calciatore ungherese che divenne in Italia uno degli allenatori più vincenti e attraverso … Read more »

In erba

Piccoli campioni si sfidano già sui campi di calcio, a volte imitando i grandi ma soprattutto divertendosi all’aria aperta (gelida e nebbiosa della campagna milanese) condividendo una passione e uno sport e coltivando amicizie. Guardo Edo giocare e mi rivedo … Read more »

{this moment #65}

A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.” Words and Inspiration By Amanda and many others… Related posts: … Read more »

{this moment #64}

A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.” Words and Inspiration By Amanda and many others… Related posts: … Read more »

…e son 2!!!

 28 Settembre 2013

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Ricordo tutto di quel giorno, sarà che Vick è il secondo, sarà stato che era tutto programmato (va bè siamo andati un po’ lunghi, ma il 28 doveva venir fuori è così è stato) sarà stato che rispetto a Edo non ci sono state complicazioni, ma quella giornata è stampata in testa così come la serata trascorsa da soli io e Edo.

AUGURI MIO GRANDE VICK, L’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE MAI!!! Ti adoro e non solo io, anche la mamma e il tuo fratellone Edo che stamattina abbiamo accompagnato a scuola e sei scoppiato a piangere e mi hai pure menato perchè volevi entrare con lui. Ho un solo desiderio da chiederti: riusciamo a dire qualche parolina prima del prossimo compleanno o dobbiamo aspettare i soliti tempi biblici come fatto con tuo fratello?

DSCN1300(anzichè soffiare ha spento la candelina con le dita)

DSCN1296(applausi per tutti)

 Giù il sipario!

 

 

 

 

Nonno che sei il mio custode

“Come tutti i nati il 2 ottobre (io e Massimo – in confidenza –  siamo in buona compagnia), ho sempre avuto un rapporto tormentato ma vivo con il nostro co-festeggiato: l’angelo custode. La preghiera infantile “Angelo che sei il mio custode…” ha lasciato il posto alle ironie dell’adolescenza e ai dubbi dell’età adulta, fino a quando un approccio diverso alle questioni dello spirito mi ha convinto dell’esistenza di energie invisibili agli occhi (l’essenziale, direbbe il Piccolo Principe). Ma c’è un angelo visibilissimo, la cui festa è stata giustamente associata a quella degli esseri di luce. Il nonno. Il nuovo Stato Sociale. Se in Italia la disoccupazione endemica dei ragazzi dai 18 ai 40 anni non ha ancora prodotto una rivolta è perché i nonni mantengono i nipoti con i soldi che avrebbero voluto lasciare in eredità ai figli.

Il nonno custode è un nonno sempre più lucido e longevo. Un nonno pioniere, protagonista di una rivoluzione demografica che non ha precedenti nella storia. Gli anziani si avviano a diventare maggioranza nel Paese. Un primato che comporta diritti, ma anche doveri. Uno è il ruolo, già ricordato, di banchieri a fondo perduto. L’altro consiste nel non potersi più permettere il lusso di essere vecchi. Finché erano pochi, i nonni avevano tempo e modo di dedicarsi alla rivisitazione nostalgica del passato. Ma da quando sono un esercito, e un esercito in salute, tocca loro il compito che sarebbe della giovinezza: fare progetti, annaffiare sogni, coniugare verbi al futuro. Affinché si avveri l’auspicio di un umorista sublime, Marcello Marchesi: l’importante è che la morte ci colga vivi.”

Massimo Gramellini