Author Archives: siredward

Logica aristotelica

Al parchetto nel tentativo di non sciogliersi mentre spingevo Edo sull’altalena per la sua gioia e per farmi un po’ d’aria: Papà: allora Edo, ti sei divertito ieri? hai passato una bella giornata? Edo: SIIIIIIIII Papà: e ti sei divertito … Read more »

Un ricordo

Ciao zia, ciao mio angelo custode che da lassù mi guardi e cerchi sempre di farmi prendere la strada giusta, che poni la tua dolce mano sulla mia testa ogni volta che sto facendo qualche danno rischiando di farmi male, … Read more »

Se lo ami, legalo

Ho sempre guidato con la testa sulle spalle anche quando ero giovane (va bè, non proprio sempre!) anche se ho rischiato molte volte soprattutto nel periodo in cui ho perso mio papà, mi ricordo che mi distraevo facilmente quando ero alla guida, i miei pensieri vagavano alla ricerca di un responsabile e cercavo in ogni cosa che vedevo, anche nel semplice batter d’ali di una farfalla il perché fosse successo a mio papà, perché proprio a me. Questo per dire che basta poco e che quando si guida bisogna essere concentrati sulla strada. Per questo, a parte quel periodo, ho sempre guidato sapendo che può essere pericoloso ed ho sempre avuto la paranoia di essere tamponato, per cui mi capita molte volte, soprattutto quando ci sono frenate improvvise, di guardare subito lo specchietto per vedere se quello dietro si è accorto della mia frenata e che sono fermo come un lampione, a volte mi metto a schiacciare il freno per far lampeggiare gli stop.

Poi è nato Edo e da quel momento quando sono in giro in macchina la paranoia di essere tamponato si è amplificata di molto e poi qui a Milano se ne vedono di tutti i colori, dall’ottantenne che ancora sfreccia con la sua Ritmo d’epoca a 20 all’ora in mezzo alla strada, al pischello che ti si mette dietro al culo come se fosse su un circuito di F1.

E allora il minimo che posso fare oltre a avere mille occhi aperti è infilare Edo sul suo bel seggiolino d’ordinanza, allacciarlo bene e poi sperare, per tutti quei bimbi che vedo ballonzolare sui sedili posteriori oppure affacciati al finestrino in braccio, che non succeda nulla!

Per tutti quei genitori: se lo ami, legalo.

Si cresce…

Questa mattina Edo ha deciso che era giunto il momento di provare per la prima volta l’ebrezza di fare la doccia. Ero tutto bello felice e contento che mi godevo i miei cinque minuti di pace (quanto mi piace la … Read more »

Finalmente!

Ormai eri dato per disperso, si pensava a tutte quelle situazioni difficili che avresti potuto affrontare durante il tuo viaggio, gli spostamenti, le angherie, i maltrattamenti, persone sconosciute che dovevano prendersi cura di te per permettere che arrivassi in porto … Read more »

Buio in sala: “I Soliti Sospetti” (1996)

Forse il confronto all’americana ormai più famoso della storia cinematografica. Cinque criminali vengono messi insieme per un confronto dopo che un camion di fucili viene rubato. Da questo momento si snoda tutta la storia tramite la ricostruzione di un ladruncolo di mezza tacca – zoppo – Roger “Verbal” Kint/Kevin Spacey, l’unico superstite nell’esplosione di una nave interrogato da un poliziotto della dogana David Kujan/Chazz Palminteri nonostante l’accordo di immunità già raggiunto con il procuratore.

Il vero protagonista del film a questo punto diventa un boss misterioso e sanguinario che nessuno ha mai visto e sul quale si narrano leggende tali da paragonarlo al diavolo: Kaiser Söze a cui tutti e cinque i criminali coinvolti nel confronto hanno pestato i piedi e per questo dovranno fare un colpo per lui. A spiegare ai cinque il piano di Kaiser Söze ci pensa l’avvocato Kobayashi/Pete Postlethwaite, suo fedele braccio destro.

Un thriller intrigante e sorprendente, ben diretto con un impareggiabile Kevin Spacey e un Gabriel Byrne veramente bravo per non parlare di un giovanissimo Benicio del Toro. Vincitore di 2 premi oscar: miglior attore non protagosita (Kevin Spacey) e migliore sceneggiatura originale (Christopher McQuarrie).

Alla fine si scoprirà chi è Kaiser Söze? Chi è il diavolo?
« La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste, e come niente… sparisce. » (Roger “Verbal” Kint)

Qui potete vedere il trailer in lingua originale.

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie.

Si cambia

A quasi un anno dall’inizio di questa avventura che mai avrai pensato arrivasse a questo punto, che mi ha fatto scoprire persone interessanti, divertenti, belle nell’animo e con una gentilezza che a volte non ti aspetti nemmeno dai tuoi più cari amici, che mi ha anche fatto riflettere su quello che sono e quello che vorrei, mi ha fatto confrontare, guardarmi dentro, discutere e soprattutto pensare ho deciso che è giunta l’ora di dare una mano di vernice alle pareti di questo mio spazio.

Se non trovate più online il bellissimo volto sorridente (lasciatemelo dire, amore di papà!) di Sir Edward, vuol dire che sono ancora con il pennello in mano (la bellissima parete rossa in camera l’ha dipinta la mamma!), quindi abbiate pazienza e aspettatemi!

{this moment}

“A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda

Vado o non vado?

Ieri dopo l’ufficio e il pre-serale con il teppista al parchetto e poi in cortile tutto gaio e contento, prima di salire sbircio nella casella della posta e che ti trovo: un po’ di pubblicità del solito kebabbaro appena aperto? Magari… l’avrei messo a far collezione insieme a tutti gli altri! Ma che, tante belle cartoline gialle, quelle della Posteitaliane per intenderci, quelle che ogni volta che le vedi pensi: questa volta mi hanno beccato che passavo con il rosso con braccio fuori dal finestrino stile John Travolta in Grease! Ma non è ancora finita: le cartoline gialle, non erano due, tre, ma bensì s-e-i, 6 raccomandate e tutte con numero diverso! Sei semafori rossi di fila? Sarebbe un record!!!

Da questa mattina, me le sto guardando e rimirando mancano fossero reliquie e cerco di cervellarmi per capire cosa possano essere: niente da fare! Quindi, qui nasce il dubbio amletico: vado o non vado in Posta? Faccio finta di nulla!!! Dal nervoso ormai non ho più unghie e nel caso non doveste leggere più alcun post sappiate che mi potete trovare secco e disteso allo sportello ritiro raccomandate e pacchi. Vi ho voluto bene!

AGGIORNAMENTO POST POSTE:

Non sono fortunatamente rimasto secco, ma l’inizio non è stato incoraggiante appena consegnate le s-e-i cartoline gialle all’impiegata; ha fatto un’espressione del tipo: “sono azzi tua!”. Attendo fiducioso (si fa per dire, già avevo fatto questo calcolo: 5 punti per multa uguale 30, ne ho 26 mi sa che non ci siamo, dovrò cercare qualcuno a cui distribuire le multe altrimenti non guido più fino alla maggiore età di Edo) finendo di mangiare gli ultimi pezzettini di unghie rimaste, quando torna con il malloppo e con sorriso smagliante mi fa: “tranquillo, non sono multe, solo la Tarsu!”.

La Tarsu? Si la Tarsu e per la precisione il funzionario responsabile (responsabile? non bastava una sola raccomandata!!!) comunica (una telefonata o un piccione viaggiatore non era meglio!) che si emetterà cartella di pagamento per l’anno 2009.

Tarsuuuuu? Ma vaffan… insieme a tutto l’inceneritore!!!

Pillole vacanziere (parte V)

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