Category Archives: Racconti

Torneo Lallio

28.02.16 AMICHEVOLI 7>7 ATALANTA LALLIO FORZA & COSTANZA ROMANO BANCO Programma: CAMPO 1 ore 15.00 ATALANTA – FORZA & COSTANZA ore 15.30 ATALANTA – LALLIO ore 16.00 ATALANTA – ROMANO BANCO 3-4 (2 gol) Programma: CAMPO 2 ore 15.00 LALLIO … Read more »

Una volta nella vita

27/04/2016

Una è nascere, un’altra morire. In mezzo, parecchie altre cose ti succedono una volta sola nella vita. Il viaggio avventuroso, la notte d’amore che non avevi nemmeno osato immaginare, l’occasione presa per i capelli o persa per un pelo. Emozioni uniche, della cui irripetibilità sei consapevole nel momento stesso in cui le provi. Noi del Leicester sappiamo fin troppo bene che la nostra squadra adottiva non vincerà mai più il campionato inglese. Sotto sotto lo speriamo persino, altrimenti l’eccezionalità di quanto sta per accadere perderebbe un po’ del suo fulgore. Soltanto i potenti non si annoiano mai di esserlo (e per questo lo sono, però che noia).

La storia di provincia che ha incendiato la curiosità del mondo intero è un attentato alla logica e un inno alla speranza. Una banda di scarti e di incompresi che l’anno prima ha rischiato la retrocessione viene affidata a un allenatore non più di primo pelo, Ranieri, considerato da sempre un magnifico perdente. I difensori centrali hanno la mobilità di un armadio e nei piedi la sensibilità dei ferri da stiro. Il centravanti per un certo periodo ha giocato col braccialetto elettronico alla caviglia, essendo in libertà vigilata per i postumi di una rissa da bar. I giocatori di maggior talento sono un francese del Mali e un algerino che nessuna delle Big si è degnata di ingaggiare.

Partita dopo partita, la banda diventa squadra e il sogno prende forma. Sembra uno scherzo a cui non crede ancora nessuno. Poi le corazzate di Londra e Manchester cominciano a sbandare e il Leicester si rivela a se stesso e agli altri con un gioco semplice e redditizio, uno spirito di gruppo unico e una concatenazione di coincidenze favorevoli che solo dei prosaici chiamerebbero botte di c.

L’incredibile diventa possibile, quindi probabile e infine inesorabile. Ah, che sensazione unica di pienezza regala il sentirsi spinti dal vento dell’inesorabile. Ogni partita è un calvario con inglobata la resurrezione e alla fine piangono sempre tutti: giovani e vecchi, in campo e sugli spalti. Piangono per gratitudine o perché faticano ancora a credere che la storia si sia capovolta, che la trama di un film sia diventata cronaca, che ciascun uomo abbia un Leicester potenziale nel suo destino. Invece può succedere, tanto è vero che succede. Ogni tanto. Diciamo, una volta nella vita.

massimo gramellini

fonte http://www.lastampa.it/2016/04/27/cultura/opinioni/buongiorno/leicester-meglio-una-volta-nella-vita-il-piacere-inarrivabile-r8lb8sga4LW02xUAzdcOtL/pagina.html

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12.03.16 fonte http://www.sprintesportweb.it/sprintesport/ Related posts: Campionato Autunno 2015

Arrigo e il suo calcio totale

“Van Basten venne a dirmi: Ora che faccio l’allenatore ho capito quanti problemi ti ho creato. Io gli risposi: Se ti può consolare, me ne hai risolti anche tanti!”

“Nei test sui 50 metri per non demoralizzare Ancelotti gli abbassavamo il tempo impiegato”.

“I problemi fisici di Zoratto erano un problema per tutta la squadra. Poi una sera, lo vidi attaccato a una cabina; fra lui e la cabina c’era una ragazza più alta di lui. Allora capii perché soffriva stiramenti al polpaccio. Quando arrivò all’allenamento gli diedi un mazzo di chiavi: Tieni, portala in appartamento. Con questo sistemammo il centrocampo”.

“Acquistammo Angelo Colombo. Il presidente Berlusconi mi disse: Sacchi, non ho speso cento miliardi di lire per comprare un giocatore che si chiama Colombo. Ma chi è?”
Cedemmo Angelo Colombo al Bari. Berlusconi si era affezionato al gregario: Con lui abbiamo vinto tanto. Risposi: Non ha più motivazione. Berlusconi mi disse: E lei come fa a saperlo? Gli spiegai: Quando lo chiamo a casa, risponde il maggiordomo. Se Colombo ha il maggiordomo, è finita”.

“Dal Parma avevo portato due difensori di fascia, Bianchi e Mussi. Quando incontrai Tassotti, gli dissi: io credo in te. Lui mi rispose: Lo so, Mister: altrimenti se ne sarebbe portati quattro”.

“Baresi, Ancelotti e Gullit erano la spina dorsale del mio Milan. Una volta in una trasferta a Barcellona mancarono tutti e tre. Al ritorno l’aereo fu scosso da turbolenze violentissime, ci fu molta paura. Il giorno dopo Ancelotti mi telefonò dicendo che anche se fossimo caduti, non ci avrebbero dato la prima pagina perché mancavano loro tre”.

“Berlusconi per l’ultimo mese di campionato chiese alla squadra, seduta a tavola, astinenza sessuale fino all’ultima giornata. Gullit alzò la mano e disse: Presidente, io con le palle piene non riesco a correre”.

Questo e tanto altro ancora nell’autobiografia raccontata a Guido Conti di uno dei più geniali e vincenti allenatori di calcio.

(Calcio totale Arrigo Sacchi)

 

Edo e il Milan

La storia del Milan raccontata da Edo Classe 2ª A (a.s. 2014-15) Related posts: Racconti pre e post camp Disegni e Passioni

Nuvole d’amore

7 febbraio  “Papà, chiamiamo la nonna oggi?” “Edo, non possiamo chiamare la nonna. Sai cosa devi fare? La sera, prima di addormentarti, le racconti come è andata la tua giornata, cosa hai fatto a scuola anche se lo sai che … Read more »

Arpad Weisz e la Shoah

27 Gennaio Quando saranno grandi regalerò a Edo e Vick un libro, un libro di sport e di storia, un libro che racconta le vicende di un calciatore ungherese che divenne in Italia uno dei più forti allenatori vincenti e … Read more »

Buio in sala: “Il cammino per Santiago” (2012)

Un omaggio a Mamma C e Mamma F:

ilcamminopersantiago

Il viaggio di un padre attraverso il percorso che avrebbe voluto compiere il figlio, morto a causa di una tormenta durante il pellegrinaggio verso la Cattedrale di Santiago de Compostela. Durante il lungo viaggio spargerà le ceneri del figlio nelle varie tappe e avrà modo di conoscere altri pellegrini e altre storie, ognuno con la propria motivazione e soprattutto con il desiderio di portare a termine il buen camino.

Se volete scoprire qualcosa di più sul cammino, il blog di una famiglia che per la seconda volta ha affrontato il cammino oltre che per motivi sentimentali anche per raccogliere fondi per la fibrosi cistica.

 

Edo da grande

“Quando sarò grande con la mia fidanzata andrò a vivere a Paris Saint-Germain oppure a l’Empoli” “Meglio Parigi di Empoli” “Si, meglio Paris Saint-Germain” “Da grande farò il meccanico” “Quando sarò grande e avrò un figlio, se sarà femmina la … Read more »

Estintori Meteor

Mi sono accorto solo oggi che in circa 30 metri di corridoio in ufficio ci sono tre estintori e non potevo non ricordare una famosa voce, ben presente in testa, indelebile al tempo, alla polvere, ricordi ben stampati in testa. Chi è di Milano, ma soprattutto chi è milanista e non più un ragazzino, aimè, starà sicuramente sorridendo leggendo il titolo del post.

“Meteor. Meteor. Meteor. Estintori Meteor. I più moderni ed efficaci mezzi che vi proteggono dal fuoco. Estintori Meteor. Pero. Milano.”

Una presenza fissa, la partita non iniziava se prima non si sentiva rieccheggiare la pubblicità degli estintori diffusa dagli altoparlanti di S.Siro.

Stiamo parlando di uno stadio che non c’è più, nessuna copertura, men che mai 3° anello, solo popolari, distinti, tribuna urlati dai bagarini fuori dallo stadio. Altri tempi, quando si arrivava presto perché i posti non erano numerati e vigeva la semplice regola del primo che arriva, l’importante era non mettersi sotto la “fossa dei leoni”, non sapevi mai cosa ti poteva arrivare in testa, meglio evitare.

Tante, tantissime partite viste con papà, anche quelle dell’Inter anche se entrambi di fede milanista, ma si passava la domenica pomeriggio insieme allo stadio anche perché all’epoca si riusciva ad entrare gratis  e quindi via in macchina direzione S.Siro anche se voleva dire mangiare di corsa perché all’epoca le partite erano solo pomeridiane, iniziavano tutte rigorosamente alle 14.30, non si poteva arrivare all’ultimo secondo, c’era il posto da prendere e c’era soprattutto quella voce da ascoltare.

“estintori meteor, estintori meteor…”

Ciao papà… nessun compleanno da ricordare, nessun anniversario, nessuna festa, solo un sorriso, solo un ricordo di una vita che non c’è più.