Category Archives: Vola al cinema

Buio in sala: “Il cammino per Santiago” (2012)

Un omaggio a Mamma C e Mamma F:

ilcamminopersantiago

Il viaggio di un padre attraverso il percorso che avrebbe voluto compiere il figlio, morto a causa di una tormenta durante il pellegrinaggio verso la Cattedrale di Santiago de Compostela. Durante il lungo viaggio spargerà le ceneri del figlio nelle varie tappe e avrà modo di conoscere altri pellegrini e altre storie, ognuno con la propria motivazione e soprattutto con il desiderio di portare a termine il buen camino.

Se volete scoprire qualcosa di più sul cammino, il blog di una famiglia che per la seconda volta ha affrontato il cammino oltre che per motivi sentimentali anche per raccogliere fondi per la fibrosi cistica.

 

Buio in sala: “La versione di Barney” (2010)

Carissime NxD, oggi ritorno a scrivere umilmente di cinema con un film di recente uscita!

Forse l’interpretazione più bella di Dustin Hoffman degli ultimi vent’anni, dai tempi di “Rain Man”. In questo filmlaversionedibarney è il padre di Barney, un produttore cinematografico ebreo che si dedica con perseveranza alla bottiglia e alle donne collezionando mogli e divorzi: la prima un po’ pazza che lo incastra facendogli  credere che il bambino che porta in grembo sia il suo (peccato solo che sia un po’ abbronzato!), della futura terza moglie se ne innamora il giorno del secondo matrimonio fino a quando riuscirà a divorziare grazie alla “generosità” dell’amico Boogie che ci finisce a letto.

Questa è una delle sequenza più divertenti e drammatiche, da un lato è felicissimo della scoperta grazie alla quale potrà chiedere il divorzio senza dover versare un soldo, dall’altro crolla l’amicizia con Boogie che si è infilato nel letto con sua moglie in un crescendo tra Barney ubriaco e Boogie strafatto che porterà alla sparizione dell’amico; accusato di omicidio non potrà essere condannato in quanto il corpo non verrà mai più trovato.

L’incontro tra Barney e Miriam subito dopo il divorzio:

“Vorrei chiarire una cosa. Tu non hai divorziato a causa mia, vero?”
“Certo che l’ho fatto”
“Ma mi conosci appena!”


Oltre al già citato Dustin Hoffman, Barney è interpretato da Paul Giamatti (ho scoperto che ha fatto una piccola comparsa nel film cult “I guerrieri della notte”) che ha ricevuto il Golden Globe com miglior attore.

Da fare da cornice la colona sonora (Leonard Cohen, Ella Fitzgerald, Miles Davis, John Lee Hooker) che lega i periodi della vita di Barney, soprattutto la sua ricostruzione piena di buchi, come i motivi del suo successo come produttore, i tre matrimoni finiti e la scomparsa di Boogie.

Da leggere ascoltando Leonard Cohen in “I’m your man”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Somewhere” (2010)

Mi sono messo comodo per godermi la visione di “Somewhere”: adoro i film di Sofia Coppola che ha toccato l’apice con “Lost in translation”, bellissimo anche “Il giardino delle vergini suicide”.locandina-somewhere Se sono riuscito ad arrivare alla fine è stato solo nella speranza che la musica cambiasse, che succedesse qualcosa per cui valesse la pena di stare seduto a guardarlo: macché, fino alla fine c’ho sperato ma l’attesa e la speranza è stata vana. Un ritratto di Hollywood e dello Star System davvero deludente. L’unica nota positiva la figlia del protagonista, Cleo interpretata da Elle Fanning, giovanissima ma già con un curriculum invidiabile.

Ha vinto il Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia (giuria presieduta da Tarantino): era una speranza in più rimasta anche questa inattesa.

Trama (da wiki): Johnny Marco è una famosa star del cinema americano che vive nel leggendario Chateau Marmont Hotel. In un cameo Benicio del Toro (nel ruolo di sé stesso) durante un breve viaggio in ascensore rivela a Marco che la stanza in cui alloggia è quella in cui lui ha conosciuto Bono Vox. Le sue giornate sono occupate da alcol, donne, macchine veloci e folle di fan. Rinchiuso nel mondo artificiale dello spettacolo Johnny perde il contatto con la realtà fino a quando non si trova a doversi prendere cura della figlia undicenne Cleo. Con lei si recherà in Italia per ritirare il Telegatto. In questa scena compaiono anche Maurizio Nichetti, Simona Ventura, Nino Frassica e Valeria Marini nel ruolo di se stessi, ovvero regista, presentatori e showgirl della manifestazione.”

La scena dei Telegatti è davvero pessima (ma forse all’estero ci vedono così), spero che non sia per questo che abbia vinto il Leone d’oro.

Se vi capita consiglio vivamente di evitarlo: che delusione e che noia! La canzone scelta oggi invece merita di essere ascoltata.

Da leggere ascoltando Michael Bublè in “Hollywood”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Basilicata coast to coast” (2010)

Care le mie NxD, rieccomi finalmente, dopo settimane di assenza ritorno con un film italiano, una commedia on the road come dicono quelli che se ne intendono.

Trama (da wiki): “Quattro amici di Maratea, Nicola Palmieri (Rocco Papaleo) tastiere e voce, Franco Cardillo (Max Gazzé) contrabbasso, Salvatore Chiarelli (Paolo Briguglia) chitarra e Roccbasilicatacoasttocoasto Santamaria (Alessandro Gassman) percussioni, da ragazzi avevano fondato una piccola band di provincia. Ora invece sono un professore di matematica, un falegname, un tabaccaio e un attore. In una calda estate lucana, i quattro decidono di partecipare al festival nazionale del teatro-canzone di Scanzano Jonico e si danno il nome alternativo “Le Pale Eoliche”. Da Maratea a Scanzano Jonico, i quattro amici devono attraversare tutta la Basilicata, dalla costa tirrenica alla costa ionica.”

Mi sono divertito molto a vedere questo viaggio, mi sono fatto accompagnare attraverso paesaggi lucani che non conosco, la musica è il filo conduttore insieme al viaggio e il tutto è ricamato da una bellissima fotografia. Un bel film che si vede volentieri tra risate, silenzi e canzoni con personaggi un po’ caricaturali come Max Gazzè, bassista che causa sofferenza amorosa non parla più oppure il buon Alessandro Gasmann che si spaccia per attore, ma in realtà non lavora da anni nemmeno per fare una pubblicità. E’ un viaggio intrapreso da quattro amici a cui si unisce una giornalista figlia di papà (Giovanna Mezzogiorno) per raccontare questo strano viaggio. Pensatore, ideatore di questo viaggio è Rocco Papaleo bravissimo come sempre (indimenticabile con il parrucchino biondo nel film di Pieraccioni “Una moglie bellissima”):

«La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi.»

Vi lascio con la scena più dolce di tutto il film, un omaggio a tutte le donne, mogli e madri che leggono il blog, un omaggio naturalmente alla donna che ho scelto di avere al mio fianco:

Da leggere ascoltando “Basilicata on my mind”, colonna sonora del film

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Giù al nord” (2008)

Care Nate rieccomi qui, ho saltato qualche mercoledì al cinema, ma oggi ci sono soprattutto perché dopo gli ultimi post ci vuole un po’ di sana leggerezza.

Non amo i film francesi, li trovo noiosi e pedanti a parte qualche eccezione e tra queste c’è una commedia divertentissima scoperta un sabato pomeriggio per caso mentre i miei amori bellamente se la dormivano. Ha avuto un gran successo tanto che l’anno scorso è stato rifatto in chiave italica (“Benvenuti al Sud” che non ho ancora visto e per il momento non ho intenzione di vedere) ed ho appena scoperto che verrà rifatto anche negli States (Will Smith come protagonista).

giualnord

Trama (tratta da wiki):  “Philippe Abrams, direttore delle Poste francesi in una città della Provenza, sotto le pressioni della moglie cerca in ogni modo di ottenere un trasferimento in una località marittima della costa francese mediterranea.
Persa la possibilità poiché preceduto in graduatoria da un disabile, ottiene invece il trasferimento a Sanary-sur-Mer, dopo che si finge egli stesso invalido. Si fa però scoprire e per non essere licenziato accetta come punizione un trasferimento nel freddo Nord nella piccola cittadina di Bergues, nei pressi di Lille. Credendo di trovare un freddo polare e l’ostilità degli abitanti del Nord, rimane invece sbalordito nel vedere un clima non troppo rigido e un’accoglienza strepitosa da parte dei suoi nuovi colleghi e vicini di casa al punto che sarà difficile per lui, tre anni più tardi, dover ripartire per ricoprire l’agognato posto di direttore delle Poste nella Costa Provenzale nel Sud.”

Un film leggero che scorre via senza pretese di messaggi particolari se non la voglia di divertirsi giocando sulle differenze o meglio le presunte differenze e diffidenze tra il Sud e il Nord (nel remake italiano si ribalta la visuale, of course) e sul senso e valore dell’amicizia. Un plus per il protagonista, il direttore di posta: Kad Merad è spettacolare e la scena in cui fa il giro insieme al postino per capire come mai a fine turno sia sempre ubriaco è stupenda.

Da leggere ascoltando Vinicio Capossela in “Si è spento il sole” (giù al nord)

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Senna” (2010)

Care Nate, oggi parlo di un film un po’ particolare, un film che ha vinto il SUNDANCE Film Festival 2010 nella categoria Documentari, un film che racconta la vita “del miglior pilota di tutti i tempi” (Niki Lauda): Ayrton Senna Da Silva.

Senna Di lui Ron Dennis, all’epoca a capo della Mclaren disse mentre Senna stava per tagliare uno dei suoi tanti traguardi sotto la bandiera a scacchi: “simply the best”. In queste poche parole c’era tutto l’essere Ayrton, pilota e uomo.

All’epoca guardavo la Formula1 solo per Ayrton e il Gran Premio per me finiva con lui, il più delle volte sotto la bandiera a scacchi altrimenti spegnevo il televisore: non aveva senso continuare a guardare quella gara se in pista non c’era più Senna. E tifavo Senna anche se non correva con la Ferrari, per me era una cosa normale perché facevo il tifo per il pilota Ayrton, non per la Mclaren e contro la Ferrari.

E non è strano come anche in quel pomeriggio del 1° Maggio del 1994, dopo l’incidente nel GP di Imola, spensi la tv, non avrei potuto assistere in diretta alla fine di quello che per era già un mito. In quello che fu un tragico week-end, il sabato durante le prove ufficiali ci fu l’incidente mortale di un pilota austriaco Roland Ratzenberger che scosse molto Senna a tal punto da fargli pensare di non correre quella gara. Ma la domenica pomeriggio si presentò in pista. Dopo il tragico incidente, tutti i circuiti di Formula 1 furono oggetto di controlli e successive revisioni dei tracciati, ove necessarie, per garantire maggior sicurezza ai piloti. Furono anche prese misure, sia immediate che di lungo periodo, per aumentare la sicurezza delle vetture e diminuirne le velocità. Da quel lontano 1994 non ci sono stati più incidenti mortali in Formula Uno, senza la morte di Senna non si sarebbe mai affrontato con la giusta attenzione il discorso sicurezza sulle piste; è brutale dirlo ma il solo incidente mortale del pilota austriaco non avrebbe cambiato nulla in F1.

Il film racconta gli anni degli inizi sui kart (a proposito domani sera si va ancora a girare sui kart, ma su un circuito all’aperto sperando di non avere gli stessi problemi dell’ultima volta) e quelli della Formula Uno di Ayrton, la sua straordinaria carriera, la sua crescita sportiva e spirituale (« Mi ferisce che si dica che credo di essere imbattibile a causa della mia fede in Dio. Ciò che voglio dire è che Dio mi dà la forza e inoltre che la vita è un dono che Dio ci ha dato e noi siamo obbligati a mantenerlo con cura.»), la continua ricerca della perfezione e la trasformazione da giovane promessa dal talento innato, esploso in F1 nel 1984, a mito.

Il trailer del film:

“Voglio vincere sempre. E sognare è necessario”
(Ayrton Senna)

Da leggere ascoltando Lucio Dalla in “Ayton”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Molto dopo mezzanotte” (2006)

Ritorno a parlare di cortometraggi e di amici, di sogni realizzati e di sogni da realizzare, di film fatti e di quelli che si vorrebbe fare (“Biondo, hai finalmente ultimato la preparazione dell’ultimo film? Sei peggio di Terrence Malick, un film ogni dieci anni!!!”).

Questo corto del Biondo aka Maurizio Scala è liberamente tratto da un racconto di Ray Bradbury (“Molto dopo mezzanotte”):

«L’ambulanza della polizia salì in cima alla scogliera all’ora sbagliata. È sempre l’ora sbagliata quando si muove l’ambulanza della polizia, dovunque vada, ma in questo caso era particolarmente sbagliata perché era molto dopo mezzanotte e nessuno riusciva ad immaginare che sarebbe tornato il giorno dopo, perché così diceva il mare che si infrangeva sulla spiaggia senza luce sotto la scogliera, e così confermava il vento che soffiava gelido e salato dal Pacifico, mentre la nebbia che oscurava il cielo e spegneva le stelle dava l’annuncio finale, muto ma devastante. Gli elementi dicevano che erano lì da sempre, mentre l’uomo, che …»

Trama: Tre infermieri della Croce Rossa sono chiamati a recuperare il corpo di una giovane suicida. Dopo aver recuperato il corpo, durante il viaggio in ambulanza affronteranno e si confronteranno su molti argomenti, forti, scottanti, difficili fino ad arrivare a scoprire una semplice verità.

PARTE I

PARTE II

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Da guardare dopo aver ascoltato Eric Clapton in “After Midnight”


Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Clerks” (1994)

Nell’anno di grazia 1994 mi trovavo in Sicilia alla fine di Luglio e così ho avuto modo di godermi quasi tutti i film del “Taormina Film Festclerks”. Oltre al già citato e famoso “Pulp Fiction”, ricordo un divertentissimo Eddi Murphy in “Beverly Hills Cop III” e poi un film in bianco e nero, poco “politically correct”, molto poco per la verità e come molti film dai budget ridotti ebbe un discreto successo.

La trama è molto semplice: si racconta la storia di una intera giornata di lavoro di un commesso di alimentari, Dante, costretto a recarsi al lavoro il suo giorno di riposo. Farà compagnia al protagonista, un altro commesso, Randal, che lavora al negozio di videonoleggio.

I dialoghi sono eccezionali ricordano in piccolo i  film di Tarantino e il bianco e nero da quel tocco in più di surreale e noir che rende davvero divertente il film.

“Avete per caso quello lì con quel tizio che ha fatto quel film che è uscito l’anno scorso?” (Cliente del videonoleggio)

Da vedere se si vuole trascorrere un’oretta e mezza in relax facendosi trasportare dai dialoghi senza aver bisogno dell’ultimo modello di tv led full-hd a 60’’ e 3D! 🙂

Da leggere ascoltando Amy Macdonald in “This is the life”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Smoke” (1995)

Rieccomi care NxD: tratto da un racconto di Paul Auster (“Il racconto di Natale di Auggie Wran”) che ne ha scritto anche la sceneggiatura, questo film mi ha emozionato, fatto pensare, interrogato e all’epoca mi ha fatto sognare come sarebbe stata la mia paternità, che padre sarei stato anche se all’epoca (non che adesso che non c’è più sia differente) il mio punto di riferimento fosse mio papà.

smoke Tratto da wiki: “Il film racconta le storie, gli incontri e l’amicizia che nascono intorno alla tabaccheria di Auggie (Harvey Keitel), nel cuore di Brooklyn. Il film racconta varie storie, tutte incentrate sulla paternità, pesante come il fumo, cosa vuol dire essere padre, comportarsi da uomo, relazionarsi con i figli e i propri vecchi.”

Non ricordo benissimo tutte le storie raccontate, ma c’è un’immagine che mi è rimasta dentro: le foto che ogni mattina il tabaccaio Auggie scatta dallo stesso angolo, ogni giorno, puntuale, sempre, raccontando in questo modo le storie di uomini, donne e bambini che attraversano la sua vita solo sfiorandola:

Paul: Sono tutte uguali!
Augustus: È vero. Quattromila fotografie dello stesso posto, l’angolo tra la Terza e la Settima, alle otto di mattina. Quattromila giorni con tutti i tipi di clima possibile. È per questo che non vado in vacanza, devo stare qui ogni mattina, alla stessa ora. Ogni mattina nello stesso posto alla stessa ora.
Paul: Non ho mai visto niente del genere.
Augustus: È il mio progetto, quello che puoi chiamare il lavoro della mia vita.
Paul: Ma… sono tutte uguali!
Augustus: Sono tutte uguali, ma ognuna è differente dall’altra. Ci sono delle mattine di sole, delle mattine buie; ci sono luci estive e luci autunnali; giorni feriali e fine settimana; c’è gente con l’impermeabile e le galosce e gente.. con la maglietta e i pantaloncini; qualche volta la stessa gente, e qualche volta differente; qualche volta quelli differenti diventano uguali, e la stessa gente scompare. La Terra gira intorno al Sole, e ogni giorno la luce del Sole colpisce la Terra da un’angolazione differente.
Paul: Più piano, eh?
Augustus: È quello che consiglio. Lo sai com’è: domani, domani, domani.. il tempo mantiene sempre il suo ritmo.

Da leggere ascoltando Mauro Pagani in “Domani”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Innocenza Colposa” (1992)

Dopo aver saltato il turno settimana scorsa, torno care le mie NxD con un film credo non molto conosciuto ma che mi è rimasto dentro. All’epoca (ne sono passati di anni!) mi colpì molto il lavoro del protagonista, non perché faceva l’investigatore privato ma perché non lo faceva come il mitico Magnum PI, sole, mare, spiagge bianche, belle donne e Ferrari: in Inghilterra (grigia e piovosa come da copione) negli anni ‘50 il divorzio veniva concesso solo se uno dei coniugi veniva colto in flagrante adulterio, per questo il nostro PI Liam Neeson fotografa in un albergo sua moglie Hazel (Maggie O’Neill) col divorziando di turno, usando una cameriera come testimone. All’epoca la visione al cinema mi lasciò attaccato alla poltrona fino alla fine: sarà stato lui oppure no ad ammazzare moglie e cliente fedifrago di turno? Classica domanda da giallo.

innocenzacolposa Trama (tratta da corriere.it): “Brighton (Inghilterra) nel 1959 un investigatore privato usa la moglie per adescare uomini sposati e farli sorprendere in flagrante adulterio a favore di mogli che vogliono il divorzio, allora regolato in Gran Bretagna da leggi assai restrittive. Quando la moglie e un suo cliente sono assassinati, il principale indiziato è lui. Ispirato nelle immagini e nella ricostruzione dell’ambiente inglese di provincia al cinema noir americano degli anni ’40, il film, scritto dal regista, s’avvale dell’intensa recitazione di Neeson, bravo come il solito, ma ha il suo punto debole nella San Giacomo, improbabile donna fatale, amante di un artista di fama mondiale.”

Nulla di nuovo in tema di gialli, una variazione sul tema in cui il buono non si sa se è veramente buono e la cattiva veramente cattiva, ma fino alla fine i colpi di scena faranno tendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra come impazzito da un campo magnetico.

Raramente l’ho visto in tv e anche in rete non ho trovato molto, per non dire nulla.
Un buon film, niente a che vedere con il maestro Hitchcock, ma pur sempre un bel film.

Da leggere ascoltando Dire Straits in “Private Invstigations” (live)

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.