Don Ciccio

Ricordi d’estate quando da piccolo passavo i pomeriggi nel tuo laboratorio di mastro scarpe facendo le barchette con i pezzettini di cuoio che scartavi, tutta una vita a lavorare e tutto quel mastice respirato ti avevano lasciato una tosse permanente e fastidiosa. Ricordi d’estate quando passeggiavamo in giro per il paese con il cappello calato in testa e quelle grandi orecchie che spuntavano fuori, le mani incrociate dietro la schiena (lo sai che ogni tanto cammino anch’io così?) e per ogni persona che incrociavamo mi raccontavi qualche aneddoto. Ricordi d’estate quando mi davi i soldi per andare a comprare la coca nella bottiglia di vetro (non c’erano ancora quelle di plastica o almeno io non le ricordo), non tutti i giorni però, solo la domenica. Ricordi d’estate quando si aspettava con un misto di gioia e ansia sbucare da quella curva la macchina di papà e mamma: ma quando arrivano?

Ricordi d’inverno quando abbiamo dovuto dire addio a quel tuo figlio scapestrato, ma con un cuore incredibile e che pasticcere che era proprio quando aveva finalmente messo la testa a posto con una donna al suo fianco. Ricordi d’inverno quando alla morte di papà mi ha detto che adesso mi sarei dovuto occupare io della mamma e di Cristina e tu invece hai deciso che non si poteva continuare a vivere dopo quell’ennesimo dolore che la vita ti aveva dato.

Sessanta anni ci hanno diviso, tu che eri del ‘12 e io del ‘72, lo stesso nome ci ha unito e in mezzo un figlio e un papà che ha lasciato entrambi troppo presto.

7 Responses to Don Ciccio

  1. Ho i brividi, Ruben.. Non so come dimostrartelo, ma ti sono vicina..

  2. Struggente tenerezza… vite che s’intrecciano, eredità d’amore… nonostante tutto… Ti sono vicina anch’io…

  3. grazie di questo pezzo di anima..ti/vi abbraccio tanto

  4. Leggo solo ora questo triste post che mi fa pensare a mia nonna…E’ un anno e mezzo che non c’e’ piu’ e mi manca molto.

    Un abbraccio.
    R.

  5. Ricordo vagamente i miei nonni, sono mancati che io ero piccina.
    Però ho l’immagine di una fornace e di me che, pedalando come una matta sul triciclo, mi dirigevo verso le gambe del nonno.

  6. Soleil / Mamma Oggi Lavora

    e’ bello avere ricordi cosi’ di una persona che ci e’ stata vicina.
    Un abbraccio

  7. ne avevano giù parlato dei nonni, ricordi? Sembrano così vecchi e invece…

Rispondi a Dalle8alle5 Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.