“Quello che i mariti non devono fare”

Domenica mattina trascorsa in centro, facendo un giro tra piccioni e turisti stranieri in visita alle bellezze cittadine.

Naturalmente siamo arrivati presto, la sveglia di Edo è sempre rigorosamente sincronizzata con l’alba e grazie a questo ci siamo evitati un bel po’ di negozi che aprivano per le 10.

Mentre ci stavamo incamminando verso la macchina per tornare a casa (il giro non è stato lunghissimo anche perchè Edo come al solito non vuole essere scarrozzato sul passeggino), ci siamo fermati in un multi-center per cercare qualche dvd del suo programma preferito e incubo invece nostro: i famosi e famigerati Teletubbies.

Dopo aver trovato 2 dvd dei Telettubies e aver “giocato” 20 minuti con delle scatolette dei Barbapapà, gioco che consisteva nel tirare giù dallo scaffale tutte le 59 scatolette e poi faticosamente rimetterle a posto, ci dirigiamo in cassa  a pagare.

E a questo punto avviene il fattaccio: in un momento di distrazione mia, mentre la mamma in cassa discute sul fatto che qui a Milano non danno insieme al prezzo di 1€ corriere+gazzetta come accadeva invece a Nizza, Edo afferra un libricino  da uno scaffale (senza che me ne accorgessi) e prende di corsa l’uscita. Io con scatto felino gli corro dietro per fermare la fuga e una volta raggiunto scopro la refurtiva (manco fosse Arsenio Lupin), un libricino dal titolo curioso: “Quello che i mariti non devono fare”. Sarà stato il titolo, il caldo oppure il fatto che mi trovavo ormai lontano dalla libreria che mentre cercavo di spiegare a Edo che non si corre in giro senza mamma o papà manco fosse Bolt che spunta la mamma con scontrino in mano e così, dimenticandoci per un momento del “colpo”, ci avviamo verso casa.

E così adesso sul mio comodino ho questo libricino e ogni sera mi leggo qualche paginetta per ricordarmi di fare il bravo marito.

Non giudicate le motivazioni di vostra moglie. Potrebbe fare delle cose in base a ragioni che a voi non verrebbero mai in mente, ed essere perciò perfettamente giustificata nelle sue azioni.  (Blanche Ebbutt)

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