Così per dire twitter

“Sono fatto così”
E ssì fatt nà chiavica!

(cit. @Sciakkispirr)

Racconti pre e post camp

“Edo sei contento di fare anche il camping dell’Atalanta? Guarda che ai miei tempi non c’erano. Al massimo c’era la colonia!”
“Ma il calcio c’era?”
“Se vabbè!”

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“Facciamo 2 docce al giorno. Settimana prossima posso anche non farla la doccia, vero?”

“Papà, al camp ci sono anche due ragazze, giocano nella Primavera dell’Inter, una fa la portiera”
“E l’altra? Il cofano?”
“Ma no che dici, l’attaccante”

“Mercoledì facciamo il mundialito”

“Papà, hai visto i gol che ho fatto?”

“Ciao Edo, ci vediamo a Settembre.”
“Ehhhh, non so, devo ancora decidere se andare all’Assago”

Eccolo in azione con i calzettoni tirati su fino alle ginocchia: troppa televisione!

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Tutto bello, Edo si è divertito, giocato, stancato, ma quei colori proprio non rendono.

Piccoli regali

 18.06.14

Auguri papá, non so dove sei stato in tutti questi anni, ma so sicuramente con chi sei.

Nuvole d’amore

7 febbraio 

“Papà, chiamiamo la nonna oggi?”
“Edo, non possiamo chiamare la nonna. Sai cosa devi fare? La sera, prima di addormentarti, le racconti come è andata la tua giornata, cosa hai fatto a scuola anche se lo sai che lei ti guarda e sa tutto. Poi le chiedi come sta il nonno e la zia Cristina.”
“Ma come fa a guardarmi dal cielo visto che sta su una nuvola?”
“Lei ti guarda sempre e anche se non la possiamo chiamare ci possiamo parlare. Lei ti ascolta.”

“Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.”

(Fabrizio De Andrè – Le nuvole)

Arpad Weisz e la Shoah

27 Gennaio

Quando saranno grandi regalerò a Edo e Vick un libro, un libro di sport e di storia, un libro che racconta le vicende di un calciatore ungherese che divenne in Italia uno dei più forti allenatori vincenti e attraverso le vicende sportive arrivare fino al momento più buio della storia del XX secolo.

Mi immagino in difficoltà a spiegargli cosa sia stata la Sho’ah, la distruzione e l’annientamento di un popolo, come far capire a un ragazzino nato negli anni 2000 cosa il regime nazista aveva progettato e stava soprattutto compiendo in modo sistematico, la soluzione finale, ma sono sicuro che attraverso quelle pagine di calcio riusciranno a capirne la portata storica di quegli eventi tragici e dell’immane tragedia del popolo ebraico.

Quando saranno grandi e avranno l’età per capire e comprendere quel ventennio tragico della storia europea, allora sul loro comodino ci sarà la storia di Arpad Weisz, morto ad Auschwitz il 31 Gennaio del 1944, di sua moglie Elena e dei suoi figli Roberto e Clara, nati entrambi alla clinica Mangiagalli di Milano, e morti anche loro nel lager di Birkenau 3 giorni dopo essere arrivati ed invitati a fare la doccia. Ma ci sarà la storia anche dell’allenatore più giovane all’età di 34 anni a vincere il campionato a girone unico (così come lo conosciamo noi) con l’Ambrosiana Inter, capace di vincere due scudetti consecutivi con il Bologna, una Coppa paragonabile alla Champions League dei nostri giorni battendo gli inglesi del Chelsea per 4-1, un allenatore innovativo per idee e soprattutto per metodologie di allenamento.

« Fatto sta che di Weisz, a sessant’anni dalla morte, si era perduta ogni traccia. Eppure aveva vinto più di tutti nella sua epoca, un’epoca gloriosa del pallone, aveva conquistato scudetti e coppe. Ben più di tecnici tanto acclamati oggi. […] Sarebbe immaginabile che qualcuno di loro scomparisse di colpo? A lui è successo. »  (“Dallo scudetto ad Auschwitz” – Matteo Marani)

In erba

Piccoli campioni si sfidano già sui campi di calcio, a volte imitando i grandi ma soprattutto divertendosi all’aria aperta (gelida e nebbiosa della campagna milanese) condividendo una passione e uno sport e coltivando amicizie.

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Guardo Edo giocare e mi rivedo in mio papà che non si perdeva mai le mie partite, ma soprattutto guardo Edo lasciandogli tutto il il tempo e la voglia di imparare e di sbagliare senza riversare su di lui sogni che in passato sono stati miei.

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Il sogno adesso è tutto suo e voglio che lo viva con lo spirito giusto, lo spirito del puro divertimento, senza arrabbiarsi se si sbaglia un gol o si perde una partita e senza esaltarsi troppo se segna una doppietta e grazie ai suoi gol si vincono le partite.

IMAG0028(si nota che è qui è ha fatto 2 gol?!?)

 “…Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette (29).”

                                                                                   (F. De Gregori)

{this moment #65}

2013-11-10-860

A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others…

{this moment #64}

2013-10-17-852

A Friday ritual. A single photo – no words – capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.”

Words and Inspiration By Amanda and many others…

…e son 2!!!

 28 Settembre 2013

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Ricordo tutto di quel giorno, sarà che Vick è il secondo, sarà stato che era tutto programmato (va bè siamo andati un po’ lunghi, ma il 28 doveva venir fuori è così è stato) sarà stato che rispetto a Edo non ci sono state complicazioni, ma quella giornata è stampata in testa così come la serata trascorsa da soli io e Edo.

AUGURI MIO GRANDE VICK, L’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE MAI!!! Ti adoro e non solo io, anche la mamma e il tuo fratellone Edo che stamattina abbiamo accompagnato a scuola e sei scoppiato a piangere e mi hai pure menato perchè volevi entrare con lui. Ho un solo desiderio da chiederti: riusciamo a dire qualche parolina prima del prossimo compleanno o dobbiamo aspettare i soliti tempi biblici come fatto con tuo fratello?

DSCN1300(anzichè soffiare ha spento la candelina con le dita)

DSCN1296(applausi per tutti)

 Giù il sipario!

 

 

 

 

Nonno che sei il mio custode

“Come tutti i nati il 2 ottobre (io e Massimo – in confidenza –  siamo in buona compagnia), ho sempre avuto un rapporto tormentato ma vivo con il nostro co-festeggiato: l’angelo custode. La preghiera infantile “Angelo che sei il mio custode…” ha lasciato il posto alle ironie dell’adolescenza e ai dubbi dell’età adulta, fino a quando un approccio diverso alle questioni dello spirito mi ha convinto dell’esistenza di energie invisibili agli occhi (l’essenziale, direbbe il Piccolo Principe). Ma c’è un angelo visibilissimo, la cui festa è stata giustamente associata a quella degli esseri di luce. Il nonno. Il nuovo Stato Sociale. Se in Italia la disoccupazione endemica dei ragazzi dai 18 ai 40 anni non ha ancora prodotto una rivolta è perché i nonni mantengono i nipoti con i soldi che avrebbero voluto lasciare in eredità ai figli.

Il nonno custode è un nonno sempre più lucido e longevo. Un nonno pioniere, protagonista di una rivoluzione demografica che non ha precedenti nella storia. Gli anziani si avviano a diventare maggioranza nel Paese. Un primato che comporta diritti, ma anche doveri. Uno è il ruolo, già ricordato, di banchieri a fondo perduto. L’altro consiste nel non potersi più permettere il lusso di essere vecchi. Finché erano pochi, i nonni avevano tempo e modo di dedicarsi alla rivisitazione nostalgica del passato. Ma da quando sono un esercito, e un esercito in salute, tocca loro il compito che sarebbe della giovinezza: fare progetti, annaffiare sogni, coniugare verbi al futuro. Affinché si avveri l’auspicio di un umorista sublime, Marcello Marchesi: l’importante è che la morte ci colga vivi.”

Massimo Gramellini