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Di banane, nonni e ricordi

Mi sono appena mangiato una banana! Embè che c’è di strano vi starete chiedendo. Detto così in effetti non c’è nulla di particolare, se a uno piacciono che bisogno c’è di scriverlo manco fossi un macaco, ma come spesso succede, anche questa storia inizia con “c’era una volta…”

Durante la malattia di mia mamma facevo i salti mortali cercando di organizzarmi in modo da perdere meno ore di lavoro. Per esempio quando doveva fare la chemio soprattutto il secondo ciclo che era meno forte l’accompagnavo alla mattina, ritornavo in ufficio e poi solitamente verso l’una andavo a riprendere mia mamma e il pranzo per me in tutte queste occasioni era sempre una banana, veloce da mangiare, non mi sporcavo e soprattutto potevo tranquillamente mangiarla in auto.

Nei due anni di malattia di mia mamma a casa mia non sono mancate mai le banane, anche perché le sedute di chemio e radio sono state tante anche se alla fine non sono servite a nulla.

Dopo la morte di mia mamma ho avuto un rigetto, non solo non riuscivo più a mangiarle, ma mi dava fastidio anche comprarle, qualche volta ci ho provato, ma sono rimaste in credenza a marcire. Anche se non centra per esempio non riesco più a bere Piña Colada, ma questa è tutta un’altra storia.

Sabato scorso le ho comprate nuovamente e oggi ho ho superato il rigetto da banana, non se definitivo, ma un primo passo l’ho fatto. E forse l’ho fatto anche pensando alla giornata di venerdì all’asilo. Altro passo indietro.

Lunedì la classe dei nanetti delle farfalle ha fatto una capatina all’Slunga come lo scorso anno a comprare tante cosine buone per la merenda con i nonni che si terrà appunto domani pomeriggio. Edo è tutto entusiasta e non sta nella pelle soprattutto di far conoscere a tutti suo nonno Ico anche se secondo me ormai anche i muri ne hanno avuto notizia. Mi chiedo cosa penserà vedendo magari qualche bimbo con 4 nonni e non 2, per Edo i nonni sono solo i miei suoceri e probabilmente nella sua testa di nonni ce ne sono solo due per tutti o invece magari non ci farà nemmeno caso.

Aveva solo 8 mesi quando mia mamma è morta e chissà se in uno sperduto angolo del suo cuoricino ne è rimasto un piccolo e vago ricordo.

Da leggere ascoltando Zucchero in “Diamante”

Basta poco

A volte basta poco per far riaffiorare ricordi, momenti, sensazioni, rumori e soprattutto silenzi.  Questo è quanto successo ieri andando a trovare in ospedale cugina Chiara che ha dato alla luce il piccolo (in questo caso giustificato, pesa solo 2,6 kg) Fabio. Durante la ricerca al 2° piano della stanza 756, siamo capitati per sbaglio nel reparto di oncologia e tutte ciò che ho vissuto per due anni l’ho rivissuto in quei minuti alla ricerca della stanza. Non credevo potesse essere così forte, così prorompente, la sensazione è stata devastante e il senso di smarrimento pure, le attese, le visite, le flebo, la radio, la chemio, la speranza risultata alla fine vana, le preghiere, tutto questo l’ho rivissuto in quei pochi minuti.

Il tempo aiuta, aiuta ad andare avanti, ma a volte basta veramente poco!

PS: mamma e bimbo sono in perfetta forma!