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Nonno che sei il mio custode

“Come tutti i nati il 2 ottobre (io e Massimo – in confidenza –  siamo in buona compagnia), ho sempre avuto un rapporto tormentato ma vivo con il nostro co-festeggiato: l’angelo custode. La preghiera infantile “Angelo che sei il mio custode…” ha lasciato il posto alle ironie dell’adolescenza e ai dubbi dell’età adulta, fino a quando un approccio diverso alle questioni dello spirito mi ha convinto dell’esistenza di energie invisibili agli occhi (l’essenziale, direbbe il Piccolo Principe). Ma c’è un angelo visibilissimo, la cui festa è stata giustamente associata a quella degli esseri di luce. Il nonno. Il nuovo Stato Sociale. Se in Italia la disoccupazione endemica dei ragazzi dai 18 ai 40 anni non ha ancora prodotto una rivolta è perché i nonni mantengono i nipoti con i soldi che avrebbero voluto lasciare in eredità ai figli.

Il nonno custode è un nonno sempre più lucido e longevo. Un nonno pioniere, protagonista di una rivoluzione demografica che non ha precedenti nella storia. Gli anziani si avviano a diventare maggioranza nel Paese. Un primato che comporta diritti, ma anche doveri. Uno è il ruolo, già ricordato, di banchieri a fondo perduto. L’altro consiste nel non potersi più permettere il lusso di essere vecchi. Finché erano pochi, i nonni avevano tempo e modo di dedicarsi alla rivisitazione nostalgica del passato. Ma da quando sono un esercito, e un esercito in salute, tocca loro il compito che sarebbe della giovinezza: fare progetti, annaffiare sogni, coniugare verbi al futuro. Affinché si avveri l’auspicio di un umorista sublime, Marcello Marchesi: l’importante è che la morte ci colga vivi.”

Massimo Gramellini

Che carini…

Ricevo mail, copio e incollo:

“Gentili genitori,

sabato 2 ottobre è la festa nazionale dei NONNI. Auguriamo a tutti loro una felice giornata!

Durante l’anno sarà organizzata una merenda con i nonni per renderli partecipi anche alla vita dell’asilo.”

Adesso anche l’asilo mi ricorda che il mio capodanno (rubo un’espressione non mia che trovo fantastica) è il giorno dei nonni: ecco un modo gentile per farmi sentire più vecchio di quello che sono!

Va bè, festa dei nonni o no, via con la disco samba e vi aspetto tutti per il trenino: il mio capodanno è alle porte! 🙂

La mia festa e quella dei nonni

Non so da quando è stata istituita la festa dei nonni il 2 Ottobre, ma da qualche anno a questa parte mi sembra di essere sempre più vecchio proprio per questa concomitanza.

Per carità, non ho nulla contro i nonni, anzi tutto il contrario. Sono stato cresciuto da mia nonna materna (nonna Ninetta) e grazie anche ai nonni paterni (nonna Mela e nonno Ciccio) ho avuto la possibilità da ragazzino di godere di 3 mesi di vacanza al mare; inoltre Edo fino ad ora è stato accudito amorevolmente dai nonni materni. Quindi credo sia chiara la mia gratitudine verso i nonni, ma questo non toglie questo aspetto di senilità che già un compleanno porta con la concomitante festa dei nonni. Detto questo non potevano scegliere un giorno diverso, che ne so il 3 Ottobre?

Abbiamo approfittato del mio compleanno per vedere un capolavoro di Leonardo che non avevamo mai visto nonostante sia a Milano: il Cenacolo. Impressiona la maestosità di questo capolavoro visto così da vicino e soprattutto quel senso di delicatezza che l’opera emana legata alla tecnica usata da Leonardo e a tutti i fattori che hanno contribuito a rendere questo dipinto molto fragile. Un aspetto sicuramente curioso fu l’apertura di una porta da parte dei frati che serviva a collegare il refettorio con la cucina che cancellò per sempre la parte centrale sotto il tavolo proprio in corrispondenza di Gesù.

Dopo questa bella visita il programma prevedeva anche una tappa a una trattoria toscana (“La Bocca“), ma purtroppo (sempre in tema di nonni) sono saltati i piani così ho improvvisato al volo a casa un risotto allo spumante rosè mantecato con provola affumicata. Non è stato come essere al ristorante, ma devo ammettere che non è venuto per nulla male. Sicuramente ci rifaremo alla prima occasione possibile.