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Buio in sala: “Somewhere” (2010)

Mi sono messo comodo per godermi la visione di “Somewhere”: adoro i film di Sofia Coppola che ha toccato l’apice con “Lost in translation”, bellissimo anche “Il giardino delle vergini suicide”.locandina-somewhere Se sono riuscito ad arrivare alla fine è stato solo nella speranza che la musica cambiasse, che succedesse qualcosa per cui valesse la pena di stare seduto a guardarlo: macché, fino alla fine c’ho sperato ma l’attesa e la speranza è stata vana. Un ritratto di Hollywood e dello Star System davvero deludente. L’unica nota positiva la figlia del protagonista, Cleo interpretata da Elle Fanning, giovanissima ma già con un curriculum invidiabile.

Ha vinto il Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia (giuria presieduta da Tarantino): era una speranza in più rimasta anche questa inattesa.

Trama (da wiki): Johnny Marco è una famosa star del cinema americano che vive nel leggendario Chateau Marmont Hotel. In un cameo Benicio del Toro (nel ruolo di sé stesso) durante un breve viaggio in ascensore rivela a Marco che la stanza in cui alloggia è quella in cui lui ha conosciuto Bono Vox. Le sue giornate sono occupate da alcol, donne, macchine veloci e folle di fan. Rinchiuso nel mondo artificiale dello spettacolo Johnny perde il contatto con la realtà fino a quando non si trova a doversi prendere cura della figlia undicenne Cleo. Con lei si recherà in Italia per ritirare il Telegatto. In questa scena compaiono anche Maurizio Nichetti, Simona Ventura, Nino Frassica e Valeria Marini nel ruolo di se stessi, ovvero regista, presentatori e showgirl della manifestazione.”

La scena dei Telegatti è davvero pessima (ma forse all’estero ci vedono così), spero che non sia per questo che abbia vinto il Leone d’oro.

Se vi capita consiglio vivamente di evitarlo: che delusione e che noia! La canzone scelta oggi invece merita di essere ascoltata.

Da leggere ascoltando Michael Bublè in “Hollywood”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Clerks” (1994)

Nell’anno di grazia 1994 mi trovavo in Sicilia alla fine di Luglio e così ho avuto modo di godermi quasi tutti i film del “Taormina Film Festclerks”. Oltre al già citato e famoso “Pulp Fiction”, ricordo un divertentissimo Eddi Murphy in “Beverly Hills Cop III” e poi un film in bianco e nero, poco “politically correct”, molto poco per la verità e come molti film dai budget ridotti ebbe un discreto successo.

La trama è molto semplice: si racconta la storia di una intera giornata di lavoro di un commesso di alimentari, Dante, costretto a recarsi al lavoro il suo giorno di riposo. Farà compagnia al protagonista, un altro commesso, Randal, che lavora al negozio di videonoleggio.

I dialoghi sono eccezionali ricordano in piccolo i  film di Tarantino e il bianco e nero da quel tocco in più di surreale e noir che rende davvero divertente il film.

“Avete per caso quello lì con quel tizio che ha fatto quel film che è uscito l’anno scorso?” (Cliente del videonoleggio)

Da vedere se si vuole trascorrere un’oretta e mezza in relax facendosi trasportare dai dialoghi senza aver bisogno dell’ultimo modello di tv led full-hd a 60’’ e 3D! 🙂

Da leggere ascoltando Amy Macdonald in “This is the life”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.