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Dinamiche

Sono difficili le dinamiche di coppia, a volte ti snervano, ti lasciano svuotato soprattutto quando credi fermamente in un progetto che non è solamente tuo, ma riguarda tutti, coinvolge ogni membro della tua famiglia. Scelte difficili nel presente sperando che nel futuro quelle scelte si dimostrino vincenti, decisioni che richiedono coraggio e capacità di adattarsi, come salire a bordo in barca con attenzione e non tutti contemporaneamente altrimenti si rischia di ribaltarsi, serve la volontà e voglia di remare in primis e soprattutto remare tutti nella stessa direzione altrimenti nel migliore dei casi si sta fermi come un lampione.

Sono difficili le dinamiche di coppia, a volte si vince e a volte si perde, l’importante è farlo insieme.

Ne approfitto per fare tanti auguri di buona, serena e dolce Pasqua a tutti.

La fine o l’inizio

Continuo a chiedermi se quello che sto facendo è giusto, se mi sto comportando bene come un figlio dovrebbe fare; ho il dubbio di essere in difetto e di non fare tutto quello che dovrei fare per mia mamma (bastasse quello che lei ha fatto per me per 35 anni).

L’ho assistita un paio di notti ed è stata dura, ma non fisicamente soprattutto mentalmente: non ce la faccio proprio a vedere una donna come mia mamma, che ha lottato contro mille disavventure (e usare questa parola è un eufemismo) e si è sempre rialzata nonostante tutto il dolore e le sofferenze degli ultimi 10 anni, ridotta nello stato in cui è adesso.

In questo momento darei e farei qualsiasi cosa per non vederla soffrire così. In questo ultimo mese ho sempre pensato a mia mamma anche come l’ultimo legame con la mia famiglia, quel legame di sangue che c’è solo tra genitori e figli e tra fratelli e il pensiero che con mia mamma io mi ritrovi senza più quei legami (per fortuna adesso c’è il mio Edo) mi fa soffrire terribilmente.*

*pensieri ritrovati datati 17/07/08. Tredici giorni dopo  ritrovandomi in casa dei miei genitori scrissi questo messaggio a mia moglie: “questa casa è diventata una casa di fantasmi!”. Da quel giorno io non ero più figlio se non nei ricordi e nel mio cuore.