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Dalla

Beh, sai, è stato terribile. Io e Lucio avevamo finito di lavorare insieme da pochi mesi quando lui è morto, quindi non c’è solo la mancanza, ma proprio un distacco improvviso, qualcosa con la quale ti sembra di non poter fare i conti. Quando giravamo insieme lui parlava spesso della vita – e della morte – ma senza fare chissà quali discorsi… ne parlava in maniera semplice. E’ vera questa cosa, che diceva sempre che la vita era solo il primo tempo, ci credeva, era sicuramente un uomo sereno da questo punto di vista, magari su tante cose fingeva ma non su questo: quando eravamo in tour qualche imbecille mise in rete la notizia che era morto Lucio Dalla e a lui non gliene fregò niente… Io gli dicevo “Lucio io mi incazzerei moltissimo se lo facessero a me”, ma lui era così, la cosa non lo colpì più di tanto. Lascia un grande vuoto e un grande pieno, mi sento privilegiato ad aver condiviso con lui gli ultimi momenti della sua vita d’artista. Credo che insieme siamo riusciti a scrivere e cantare cose importanti, con una sincerità e un’intensità rara che ha sempre superato diversità di carattere, di stile, di cultura, di educazione Se mi manca o no non saprei dire… Certo banalmente non posso alzare il telefono e dirgli “ Ehi, come stai, hai sentito questo, hai sentito quello, quando passi da Roma?”, non posso più progettare niente di comune, intendo dire nemmeno prendere un caffè insieme, no. Tanto meno scrivere ancora o salire su un palco. Ma la verità è che tutto è scritto e dobbiamo convivere anche con il distacco e il rimpianto. Ma lui lascia dietro di sé qualcosa di vivo, di non definitivo e quindi di vitale e questa in qualche modo è una consolazione. Sarà difficile che diventi un santino, la sua musica continuerà a piacere e a influenzare gli artisti più sensibili.

(F. De Gregori)

Da leggere ascoltando “L’anno che verrà ”
[youtube 2vi9NoL9xBU 470 25]

In ricordo

“Death is nothing at all. It does not count. I have only slipped away into the
next room. Nothing has happened. Everything remains exactly as it was. I am I,
and you are you, and the old life that we lived so fondly together is untouched,
unchanged. Whatever we were to each other, that we are still. Call me by the old
familiar name. Speak of me in the easy way which you always used. Put no
difference into your tone. Wear no forced air of  solemnity or sorrow. Laugh as
we always laughed at the little jokes that we enjoyed together. Play, smile,
think of me, pray for me. Let my name be ever the household word that it always
was. Let it be spoken without an effort, without the ghost of a shadow upon it.
Life means all that it ever meant. It is the same as it ever was. There is absolute and unbroken continuity.
What is this death but a negligible accident? Why should I be out of mind because
I am out of sight? I am but waiting for you, for an interval, somewhere very near,
just around the corner. All is well. Nothing is hurt; nothing is lost.
One brief moment and all will be as it was before. How we shall laugh at the
trouble of parting when we meet again!”.

(Henry Scott Holland)

Da ascoltare con Sting in “Fragile”

Di passioni e pensieri

La domanda rivolta alla mamma è nata in modo semplice, quasi banale, superando una macchina che trasportava sul tettuccio un kart: “Se Edo cresce con la passione dei motori? Se vuole fare il pilota, magari di moto, come ci comporteremmo?”. … Read more »