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Lucciole

«All’inizio di luglio nel boschetto di pitosfori sotto casa mia, nelle notti senza luna, lampeggiavano migliaia di lucciole. Si andavano a poggiare sui pitosfori, che sembravano alberi di Natale. Erano le 10 di sera e io abbracciavo forsennatamente una bambina bellissima che aveva 15 anni. Aveva degli occhi azzurri incredibili. A 20 metri il respiro calmo di un mare con un odore di mare memorabile. Poi il profumo del pitosforo, quello aristocratico. Io allora ho detto: “Scusa un attimo”. Ho fatto 100 metri di corsa, da una baracca che vende i pezzetti di cocco mi sono fatto prestare un bicchiere (ovviamente di vetro, non c’erano ancora quelli volgari di plastica bianca) e l’ho riempito di lucciole. L’ho rovesciato sul palmo della mia mano sinistra: una lanterna magica. E con quella lanterna magica  le ho illuminato il viso e ho scoperto una cosa che alla luce del sole non avevo mai visto: sul naso e sulle gote aveva tante piccole e meravigliose efelidi. Quello è stato il momento più felice della mia vita. La bambina era Maura, mia moglie. Gli odori sono la cosa più importante di quegli anni. Ma non si possono fotografare né incidere: si possono solo raccontare malamente. Mi piacerebbe averli chiusi in tanti piccoli boccetti e ora che sono vecchio, di notte, quando non posso dormire, stapparli e respirare profondamente l’odore del mare, del pitosforo, ma soprattutto quello di mia moglie a 15 anni. »

(Paolo Villaggio – Crociera Lo Cost)