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Buio in sala: “Le iene” (1992)

Conosciuto e visto naturalmente dopo il bellissimo “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino,  “Le iene” è per certi versi un capolavoro ancor più bello: i dialoghi sono ancora più sorprendenti e ironici di quelli di “Pulp Fiction” e la trovata dei nomi ai sei rapinatori è geniale, a ogni rapinatore un colore, soltanto che qualcuno non apprezza essere Mr Pink (chissà come mai?, non farà macho rapinatore?).

leiene Trama. Los Angeles: un malavitoso, Joe Cabot, raduna sei rapinatori professionisti: ha saputo che un grossista di diamanti ha ricevuto un quantitativo raffinato ad Israele. Il gruppo è composto da vecchie conoscenze di Cabot: Lawrence Dimmick, Mr. White (Harvey Keitel); Victor Vega, Mr. Blonde (Michael Madsen), assai fedele ai Cabot. Ad essi si aggiungono altre persone ritenute professionisti nel loro campo: l’irrequieto Mr. Pink (Steve Buscemi), l’estroso Dennis Koonstock, Mr. Brown (lo stesso Quentin Tarantino) ed il taciturno Roy Spafucci, Mr. Blue (Edward Bunker). Qualcuno però ha tradito e si scatenerà un feroce regolamento di conti. Non svelo naturalmente chi è il traditore, ma solo che il primo a uscire di scena è Mr Brown (Tarantino è un grande regista, ma come attore fa proprio pena!).

Come dicevo i dialoghi sono spettacolari. Quello sul valore nell’economia americana della mancia da lasciare alle cameriere che inizia dal rifiuto di Mr Pink oppure quelli sulla scelta dei nomi fittizi come scrivevo all’inizio; per non parlare del discorso sul significato delle canzoni di Madonna come “Like a Virgin” e “True Blue”.

Da ascoltare con Sandy Rogers in “Fool for love”

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Pulp Fiction”

Taormina. Teatro Greco. 1994. Ho visto il film in anteprima in lingua originale (con sottotitoli) prima che uscisse nelle sale durante il Film Festival.  E’ impossibile scrivere in poche righe la trama, il film non segue un ordine cronologico e tutte le quattro storie (due killer, un pugile e una coppia di rapinatori) si intrecciano, ma tutto ha inizio e fine in un tavola calda mentre ignari clienti che fanno colazione saranno testimoni di una rapina.

Tarantino crea questo capolavoro che lo consacrerà come regista unendo dialoghi spettacolari e avvincenti, a volte surreali (tipo la discussione su come chiamano in Francia il BigMac: “Sai come chiamano un “Quarto di libbra con formaggio” a Parigi?
… lo chiamano “Royal con formaggio”) con un po’ di sangue e violenza anche se in futuro farà ben di peggio (vedi Kill Bill e Grindhouse) il tutto incorniciato da una colonna sonora perfetta. Sicuramente il successo del film (vincitore della Palma d’Oro a Cannes) fu dovuto anche a un cast eccezionale che rilanciò la carriera di John Travolta/Vincent Vega (indimenticabile il ballo con Uma Thurman/Mia Wallace) e diede una bella spinta a quella di Samuel L. Jackson/Jules Winnfield, per non parlare di Bruce Willis/Butch Coolidge. Citazione particolare per Harvey Keitel/Mr Wolf (“Sono il signor Wolf, risolvo problemi”) e per Tim Roth/Zucchino (ve lo siete visto ultimamente nella serie televisiva “Lie to me”?).

Tra i tanti dialoghi e momenti fantastici adoro quello che avviene subito dopo che Bruce Willis/Butch Coolidge si libera da due sadici stupratori che lo avevano catturato insieme a Vingh Rames/Marsellus Wallace che stava cercando di ammazzarlo (“Rivolterò il mondo per trovarlo, e anche se andasse in Indocina uno dei nostri starà nascosto in una ciotola di riso pronto a sparargli nel culo”) perché gli aveva fatto perdere una grossa somma di denaro sull’incontro truccato di box di Butch:

Butch: Stai bene?
Marsellus: No, amico. Mai stato così lontano dallo stare bene.
Butch: E adesso?
Marsellus: E adesso… ora ti dico adesso cosa: chiamerò qualche scagnozzo strafatto di crack per fare un lavoretto in questo cesso, con un paio di pinze e una buona saldatrice. Hai sentito quello che ho detto, pezzo di merda? Con te non ho finito neanche per il cazzo! Ho una cura medievale per il tuo culo!.
Butch: Dicevo, adesso che sarà tra me e te?
Marsellus: Ah, in quel senso là. Adesso ti dico che sarà tra me e te. Non c’è niente tra me e te. Non c’è più niente.
Butch: Pace, allora.
Marsellus: Pace, allora. Due cose: uno, non raccontare questa storia. Questa cosa resta fra me, te e il merdoso che presto vivrà il resto della sua stronza breve vita fra agonie e tormenti, il violentatore, qui. Non riguarda nessun altro questo affare. Due: lascia la città stasera, all’istante, e una volta fuori, resta fuori, o ti faccio fuori: a Los Angeles hai perso i tuoi privilegi.

Per non parlare poi di Samuel L. Jackson/Jules Winnfield che ogni volta che uccide una persona recita un passaggio della Bibbia tratto dal libro di Ezechiele 25,17. In questa sequenza recita la Bibbia nella scena finale alla tavola calda a Tim Roth/Zucchino.

Il trailer del film vi darà sicuramente un’idea di questo film.

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie.