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Sogni e ricordi

Se c’è un momento per osare, per fare la differenza,
per iniziare qualcosa che vale la pena fare, è adesso.
Non per una grande causa, ma per qualcosa che accende il tuo cuore,
per qualcosa che è d’autentica ispirazione, per un tuo sogno.
Lo devi a te stesso, per rendere speciale ogni tuo giorno sulla terra.
Divertiti. Scava in profondità e riemergi. Respira la vita. Vivi i tuoi sogni!

(Stephen Littleword – Piccole cose)
Ciao Cri… questa poesia rappresentava tutta te stessa, eri così, sincera, spontanea, irruenta, testona con un cuore immenso, troppo grande per questo mondo.

Zia Cri

Ciao zia Cristina… ieri li guardavo giocare insieme e mi sembravano i bambini più belli e bravi del mondo, ma in realtà non mi frega molto di quello, ma quando li vedo giocare insieme non posso non pensare che sono … Read more »

Sic

 

“Tempo fa sono andato ad allenarmi su una pista da cross. All’ingresso il custode mi riconosce, sorride e inizia a tempestarmi di domande: “Ma lei è Simoncelli? Il pilota famoso? Quello che corre in MotoGP?”. Rispondo tutto fiero: “Già, sono proprio io”. E lui: “Trenta euro!”.

“Anche quest’anno ho rinnovato il contratto con la fidanzata Kate!”

“Mi stavo allenando nel cross quando mi si avvicina un tipo, mi fa un sacco di domande, mi presenta anche il figlio e poi, un attimo prima di andarsene, mi dice: “Comunque Dovizioso va più forte!”.

“Per sfinimento me li sono lasciati crescere. Tanto non ho bisogno di un parrucchiere: me li cura mia zia. Ma, Diobò, che caldo, e che fatica incastrarli nel casco! Il vantaggio è che già sono alto e mi regalano altri quattro centimetri”.

“Ogni tanto mi capita che li taglio, quando mi rompono un po’ i maroni”.

“Forse gli spagnoli dovrebbero giocare un po’ più a carte, così almeno si rilassano. Però tira il culo a perdere anche a carte.”

“E però io penso che gli spagnoli devono farsi un po’ un esame di coscienza, e pensare che se sono dietro, se non sono lì davanti in classifica, non è per colpa mia per il sorpasso che ho fatto lì, ma perché magari devono fare un po’ meno pugnette e darci un po’ più di gas.”

“Praticamente boh avevo 14 anni, e andavo con lo scooterone del mio babbo su e giù per la stradina di casa. E mia mamma che faceva: “Diobò va piano, st’attento che arriva la zia su, st’attento ad andar giù”. Io, frega n’casso se arriva la zia. Io andavo giù a tutto gas. E’ arrivata la zia… Ho visto la sagoma bianca con la scritta rossa Opel comparire. Ho avuto la prontezza di riflessi di prenderla appieno.”

“Dalle cose che dici ho visto che l’hai letto il mio libro. Neanch’io l’ho letto così tanto.”

“Ho deciso di prendere quella per la moto, perché volevo andare in giro con una moto più grossa di un 125 per strada. Ero tutto contento con la mia patente nuova. Dopo due giorni me l’hanno ritirata.”

“Adesso se mi sveglio presto tipo queste mattine che c’ho il fuso orario, ancora mi butto nel lettone dei miei, mi piace da matti.”

“Io vedo anche alcuni miei amici che magari capito finito il liceo, non sanno nemmeno loro che cosa fare, se andare all’università, se lavorare. Secondo me una cosa che aiuta a vivere in modo comunque più coraggioso è avere un obiettivo. Che sia di qualsiasi tipo, di sport o di lavoro. Però Diobò se te hai nella testa un obiettivo, un qualcosa che devi raggiungere, secondo me ti aiuta ad andare avanti senza paura.”

Da leggere ascoltando De Andrè e Fossati in “Anime Salve”

 

In ricordo

“Death is nothing at all. It does not count. I have only slipped away into the
next room. Nothing has happened. Everything remains exactly as it was. I am I,
and you are you, and the old life that we lived so fondly together is untouched,
unchanged. Whatever we were to each other, that we are still. Call me by the old
familiar name. Speak of me in the easy way which you always used. Put no
difference into your tone. Wear no forced air of  solemnity or sorrow. Laugh as
we always laughed at the little jokes that we enjoyed together. Play, smile,
think of me, pray for me. Let my name be ever the household word that it always
was. Let it be spoken without an effort, without the ghost of a shadow upon it.
Life means all that it ever meant. It is the same as it ever was. There is absolute and unbroken continuity.
What is this death but a negligible accident? Why should I be out of mind because
I am out of sight? I am but waiting for you, for an interval, somewhere very near,
just around the corner. All is well. Nothing is hurt; nothing is lost.
One brief moment and all will be as it was before. How we shall laugh at the
trouble of parting when we meet again!”.

(Henry Scott Holland)

Da ascoltare con Sting in “Fragile”

Dedicato

Rimpiango tutte le volte che non ti ho festeggiato come avrei voluto e dovuto, ci sarà tempo, l’anno prossimo farò sicuramente qualcosa per stupirti, ma la vita a volte non ti dà altre possibilità e da allora ho imparato che devi vivere ogni giorno come fosse l’ultimo.

Auguri Papà. Mi manchi.

Tuo F.

Edo e le foto

Edo non ha, o forse è meglio dire, non hai mai avuto praticamente i nonni paterni. Mio papà se né andato molto tempo fa e la tristezza, ora che sono passati tanti anni, è nel pensare la gioia che avrebbe … Read more »