C’era un sole caldo quella mattina…

Ti guardo mentre giri per casa alla ricerca perenne di qualcosa che ti appassioni, ti osservo quando solo nella tua cameretta giochi con le macchinine e mi diverto sentire i rumori che fai imitando quelli a te più familiari, sei adorabile quando sei nel tuo mondo con la bocca aperta mentre inventi con la tua testolina storie ma soprattutto quando devi fare qualcosa che richiede precisione come infilare il gancio del camioncino al rimorchio (ma perchè li fanno sempre più piccoli?), ti immagino anche mentre sogni ad occhi aperti, ti immagino mentre stai pensando, sei la mia forza della natura quando urli “papà brutto” se ti vieto qualcosa o ti sgrido oppure semplicemente ti dico che salire a cavalcioni sul bracciolo del divano potrebbe essere pericoloso; un minuto dopo invece sei il mio angioletto che con voce delicata dice “papà bello” perché facciamo le capriole sul letto, perché salti sulle mie spalle e non hai il minimo dubbio o timore che non ti possa prendere quando sei a testa in giù, perchè le tue corse nel corridoio finiscono tra le mie braccia e, sempre con più fatica, poi ti faccio volare in aria.

Nei momenti di tristezza, sei l’ancora a cui aggrapparmi, nei momenti di felicità, sei la nave da lasciare uscir dal porto puntando verso l’orizzonte.

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