Edo e le foto

Edo non ha, o forse è meglio dire, non hai mai avuto praticamente i nonni paterni. Mio papà se né andato molto tempo fa e la tristezza, ora che sono passati tanti anni, è nel pensare la gioia che avrebbe provato a tenere in braccio il suo nipotino, a coccolarlo e viziarlo come fanno (è il loro mestiere in fondo) tutti i nonni. Mio papà stravedeva per i bimbi, ha amato e coccolato tantissimo i suoi nipoti da zio e quindi Edo sarebbe stato sommerso da tutto l’amore che mio papà era in grado di offrire.

Mia mamma era una donna forte, un carattere deciso ma sotto la scorza dura era di una vulnerabilità incredibile. Ha avuto la gioia di tenere in braccio il suo nipotino, ma il tempo a disposizione che ha avuto è stato poco, molto poco. Quando le abbiamo dato la notizia che eravamo in attesa mia mamma aveva fatto la sua prima chemioterapia e vederla piangere di gioia quel pomeriggio è un ricordo indelebile mentre scartava il pacchettino in cui avevamo messo un ciucciotto. Ho avuto la presunzione di credere e sperare che l’attesa del suo primo nipotino le desse ancora più forza per combattere quel male infimo, insidioso, ma nonostante questo non è riuscita a festeggiare nemmeno il primo compleanno di Edo. L’amore e la forza di mia mamma sono stati comunque più forti del male che se la stava portando via, riuscendo a partecipare al battesimo. Quel giorno in cui mio figlio entrava di diritto nella comunità cristiana per mia mamma fu l’ultima volta che riuscì a uscire di casa. Fu un grande sforzo fisico, ma solamente dopo capii quanto fosse stato faticoso. Nel breve volgere di un mese e mezzo mi ritrovavo a non essere più figlio.

Sul mio comodino ci sono due foto, quella dei miei genitori e della mia sorellina (questa è un’altra storia) e ogni volta che Edo gioca con quelle foto mi commuovo provando tristezza ma soprattutto rabbia per quello che doveva essere e invece non è mai stato possibile. Edo non si può ricordare di mia mamma, ma ogni volta che si mette a giocare con la foto dei miei faccio finta di credere che quel volto per lui non sia poi così sconosciuto.

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