Un pantaloncino che corre

Lo ammetto! L’ho lasciato nelle mani di un signore che l’ha accompagnato negli spogliatoi e dopo un tempo che mi è sembrato infinito l’ho visto uscire in perfetta tenuta da calciatore. Mi sono emozionato, mi è sembrato all’improvviso grandissimo, il tempo passa e anche velocemente, tra qualche anno mi chiederà le chiavi di casa e poi sarà la volta di quelle della macchina… di mamma.

Mentre era in campo in mezzo a tutti quei bimbi che non aveva mai visto, ogni tanto si girava e mi salutava con la manina, in quei momenti ritornava ad essere il mio cucciolo.

In quelle due ore si sono affollati tanti ricordi, tutte le volte che mio papà mi ha accompagnato agli allenamenti, alle partite e mi sono visto questa volta dall’altra parte e ho capito, se ce ne fosse bisogno, cosa vuol dire essere genitore, cosa vuol dire essere papà.

PS: mi è anche venuta un po’ di nostalgia del campo, gli allenamenti, la preparazione delle partite, la tensione pre-gara, sono ormai due anni che non alleno più e avrei voglia di riprendere.
PSS: la voce che sentite in sottofondo non è della mamma e nemmeno la mia, naturalmente!

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