Tag Archives: sicurezza

Se lo ami, legalo – 2

Un decalogo per ricordarmi e ricordarci l’importanza della sicurezza dei bimbi (e non solo) soprattutto da quando la canaglia nella mia macchina si sgancia la cintura con nonchalance come fosse un gioco:

• La sola cintura dell’auto non è uno strumento adatto e sicuro per un bambino, in quanto è studiata per un passeggero adulto.
• II seggiolino auto deve essere adatto alla struttura fisica del piccolo occupante e conforme ai parametri di qualità e sicurezza fissati dalle normative vigenti.
• La scelta del seggiolino auto va sempre valutata in funzione del peso del bambino.
• Non bisogna affidare mai il bimbo alla sola protezione delle braccia di un adulto, egli va assicurato sempre con un adeguato sistema di ritenuta.
• E’ bene non offrire al bambino cibo durante il viaggio, in particolare sono molto pericolosi lecca-lecca, ghiaccioli o altri cibi su bastoncino che, in caso d’incidente o di una frenata brusca, potrebbero ostruirgli le vie aeree .
• Nessun oggetto o bagaglio mobile deve essere appoggiato sul ripiano posteriore (cappelliera). In caso d’incidente o frenata brusca, potrebbe vagare all’interno dell’abitacolo col rischio di ferire i passeggeri.
• Non esistono tipologie di viaggio in cui sia tollerabile il mancato rispetto delle norme di sicurezza: le insidie possono nascondersi anche in trasferimenti molto brevi, “a cinque minuti da casa”.
• E’ opportuno posizionare sempre il bambino nel posto più sicuro, possibilmente nel sedile posteriore centrale oppure nel sedile posteriore lato destro.
• A volte i bambini custodiscono oggetti o giocattoli nelle tasche delle giacche e dei pantaloni; risulta indispensabile assicurarsi che questi non si trovino tra il piccolo e la cintura di sicurezza. In caso d’incidente potrebbero essere la causa di lesioni e di traumi.
• Occorre sempre usare il seggiolino appropriato al peso e all’età del bambino, in modo corretto e anche per tragitti brevi.

Per sorridere… è Venerdì!

Ufficio. Pausa pranzo. Come facciamo quasi sempre almeno due volte alla settimana si va in palestra. Scendiamo giù in garage e sulla macchina del mio collega Gino (Giorgi-n-o) c’è un biglietto della vigilanza:

img-X27131524-0001

Leggendo il biglietto ci siamo ribaltati dal ridere e ci siamo fatti il tragitto ufficio-palestra pensando alla guardia che scriveva tutto serio il biglietto perché il pupazzetto in macchina non gli faceva veder bene i numeri del pass (è ormai finito il tempo dei pass fasulli per parcheggiare in garage!). Lo so che siete curiosi e vi state chiedendo quale pupazzetto fosse la causa di cotanto avviso. Ve lo presento immediatamente: “fichetto mio”!!! Non è uno spasso? 🙂

26102010468

Da leggere ascoltando Cochi e Renato in “E la vita, la vita

Se lo ami, legalo

Ho sempre guidato con la testa sulle spalle anche quando ero giovane (va bè, non proprio sempre!) anche se ho rischiato molte volte soprattutto nel periodo in cui ho perso mio papà, mi ricordo che mi distraevo facilmente quando ero alla guida, i miei pensieri vagavano alla ricerca di un responsabile e cercavo in ogni cosa che vedevo, anche nel semplice batter d’ali di una farfalla il perché fosse successo a mio papà, perché proprio a me. Questo per dire che basta poco e che quando si guida bisogna essere concentrati sulla strada. Per questo, a parte quel periodo, ho sempre guidato sapendo che può essere pericoloso ed ho sempre avuto la paranoia di essere tamponato, per cui mi capita molte volte, soprattutto quando ci sono frenate improvvise, di guardare subito lo specchietto per vedere se quello dietro si è accorto della mia frenata e che sono fermo come un lampione, a volte mi metto a schiacciare il freno per far lampeggiare gli stop.

Poi è nato Edo e da quel momento quando sono in giro in macchina la paranoia di essere tamponato si è amplificata di molto e poi qui a Milano se ne vedono di tutti i colori, dall’ottantenne che ancora sfreccia con la sua Ritmo d’epoca a 20 all’ora in mezzo alla strada, al pischello che ti si mette dietro al culo come se fosse su un circuito di F1.

E allora il minimo che posso fare oltre a avere mille occhi aperti è infilare Edo sul suo bel seggiolino d’ordinanza, allacciarlo bene e poi sperare, per tutti quei bimbi che vedo ballonzolare sui sedili posteriori oppure affacciati al finestrino in braccio, che non succeda nulla!

Per tutti quei genitori: se lo ami, legalo.