Tag Archives: incidente

Di passioni e pensieri

La domanda rivolta alla mamma è nata in modo semplice, quasi banale, superando una macchina che trasportava sul tettuccio un kart: “Se Edo cresce con la passione dei motori? Se vuole fare il pilota, magari di moto, come ci comporteremmo?”. … Read more »

Di salvataggi e canotti

Quante vite abbiamo a disposizione? Sette, come i gatti? Se è così il bimbo che abbiamo incrociato (nel vero senso della parola) oggi pomeriggio tornando a casa in macchina dopo essere passati da casa dei nonni per un breve e … Read more »

La fine o l’inizio – parte II

Lunedi mattina, 10 Novembre 1997, ore 6. Sono già in giro per casa (all’epoca le 6 era una levataccia, adesso un lusso!) perchè devo rientrare a Viadana (provincia di Mantova) dove sto svolgendo presso l’ufficio dei Servivi Sociali del Comune i miei 10 mesi di naja camuffati col nome di Servizio Civile. In quel periodo ero uno studente sfaccendato fuoricorso di giurisprudenza ed ogni pretesto era buono per preparare gli esami con tutta calma e cosa di meglio di 10 mesi fuori casa per colpa dello Stato (domanda naturalmente retorica!)? Si sveglia anche mio papà, facciamo colazione insieme e scende prima di me per scaldarmi e tirarmi fuori la macchina dal box nonostante non ce ne fosse bisogno. Finisco di preparami e lo raggiungo con macchina calda e motore rombante pronta per il viaggetto milano-viadana. Al posto del solito ciao-ciao pa’, ci siamo abbracciati, un figlio e un padre si sono abbracciati avendolo fatto poche volte nonostante l’amore e il rispetto di entrambi, quella mattina ci salutammo come non avevamo mai fatto.

Lunedi mattina, 10 Novembre 1997, ore 7.28. A quel tempo le tariffe dei cellulari erano semplicemente da rapina (un furto legalizzato) e siccome avevo lamentato dei problemi con il mio nuovissimo telefonino (il mitico bananino) mio papà mi chiama per verificare lo stato di sto benedetto cellulare per capire se ci avessero rifilato un bidone, costoso, ma sempre bidone. L’importante era chiamare prima delle 7.30, dopo ogni minuto costava più di un pernottamento al Savoia. Sembra tutto a posto, ma rimaniamo comunque d’accordo che nel pomeriggio dopo l’ufficio sarebbe passato dal rivenditore, in fondo era costato più di 700.000 £. Quella fu l’ultima volta che sentì la voce di mio papà.

Lunedi sera, 10 Novembre 1997, ore 18.30. Sono a cena dal parroco (si sa che i preti cenano presto) e non avendo intenzione di andare fuori a mangiare tutte le sere dovevo arrangiarmi con la convenzione del comune che mi passava la cena nel mini refettorio. Non che la cosa cambiasse molto, perchè mi ritrovavo spesso a uscire alla sera per i morsi della fame. Alle 18.45 ricevo una chiamata: “papà ha avuto un incidente” (era in scooter e stava andando al centro commerciale dove avevamo comprato il cellulare).  Ho percorso i 160 km circa di ritorno in uno stato di trance ripentendomi  un mantra, una preghiera ma soprattutto una speranza che non potesse essere così grave come la voce di mia mamma mi aveva fatto capire. Non aveva un cellulare, non potevo richiamarla e quindi quell’ora e mezza in macchina con la pioggia che scendeva piano piano me lo ricordo metro dopo metro, chilometro dopo chilometro. Arrivo al pronto soccorso e mentre mi avvio verso l’ingresso incrocio mia mamma con un sacco nero, quello che si usa per la spazzatura, in cui erano stati messi gli effetti personali e i vestiti di mio papà. Mia mamma cammina a testa bassa, non mi vede, la chiamo e guardandomi con gli occhi gonfi mi dice:”è tutto finito!“.

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