“– Ma non ci puoi anticipare qualcosa? – domandò
timidamente Murder.
– No! Vi posso solo dire che è un’azione che ci farà
balzare di colpo in testa alla top list delle sette sataniche
d’Italia.
Silvietta gli afferrò un polso. – Mantos, dài ti prego, dicci
qualcosina. Sono troppo curiosa…
– No! Ho detto di no! Dovete aspettare. Se fra una
settimana non vi porto un progetto serio, allora grazie, ci
diamo una bella stretta di mano e sciogliamo la setta. Va
bene? – Si mise in piedi. Gli occhi neri gli erano diventati
rossi, riflettevano le fiamme del forno delle pizze. – Ora
discepoli onoratemi!
Gli adepti abbassarono il capo. Il leader sollevò gli occhi al
soffitto e allargò le braccia.
– Chi è il vostro padre carismatico?
– Tu! – dissero in coro le Belve.
– Chi ha scritto le Tavole del Male?
–Tu!
– Chi vi ha insegnato la Liturgia delle Tenebre?
– Tu!
– Chi ha ordinato le pappardelle alla lepre? – fece il
cameriere con una sfilza di piatti fumanti sulle braccia.
– Io! – Saverio allungò una mano.
– Non toccare che scottano.
Il leader delle Belve di Abaddon si sedette e in silenzio
cominciò a mangiare.”
(Ammaniti – “Che la festa cominci”)
Dopo la leggerezza (vedi estratto sopra) per alcuni tratti dell’ultimo libro letto “Che la festa cominci”, ho deciso di continuare su questo tipo genere, sia chiaro che non sto mettendo sullo stesso piano un romanzo di Ammaniti con una biografia di un calciatore, ma ogni tanto bisogna dare una spolverata ai pregiudizi, quelli sul mondo del calcio poi ce ne sono da riempire una biblioteca – e lo scrivo da tifoso e da amante di questo sport – per non parlare dei libri che questi miliardari (ops, sono rimasto alla Lira) mandano in stampa dove di loro c’è solo il nome, abituati come sono a far solo autografi o mettere firme su ricchi contratti. Per cui da oggi, vai con “Io, Ibra” e che i miei 4 neuroni (sono un ottimista!) in croce non chiedano asilo politico.
Poi però mi sono anche detto: perchè? Perchè no? Ci perdo qualcosa a leggere i racconti di Ibrahimovic messi su carta rigorosamente digitale da un certo David Lagercrantz? Ho anche letto l’ultimo Fabio Volo – omioddio Fabio Volo nooooooo! Mi sono andato a spulciare la classifica del Corriere e Ibra è pure in classifica, come Volo del resto.
PS: se qualcuno pensa che influenzi il grande sulle scelte importanti della vita, per esempio che squadra di calcio tifare, si baglia di grosso!
Da leggere ascoltando Dire Straits in “Where Do You Think You’re Going”
12 comments
20 Gennaio 2012 alle 11:32
Essendo un’amabile vecchietta, rivendico il diritto a tenermi stretti i miei pregiudizi, quindi mi rifiuto di leggere alcunché di Ammaniti.
Se proprio devo farmi del male, preferisco “Io, Ibra”.
Per dire.
20 Gennaio 2012 alle 13:11
Ammaniti forever. Bennet Cantù forever…… ehehehehehe….
21 Gennaio 2012 alle 16:42
Di questi tempi l’AJ è un disastro!
20 Gennaio 2012 alle 16:56
Spiacente calcio, claciatori e presidenti vari per me potrebbero fare la fine di Atlantide. Mi piace lo sport e non il business. Dare soldi a Ibra manco morta, almeno potevi prenderlo in biblioteca! Tu fomenti la ricchezza di sta gente. Ahi ahi ahi.
21 Gennaio 2012 alle 16:43
In biblioteca la vedo molto dura trovare il saggio si Ibra!
20 Gennaio 2012 alle 18:27
se io ho letto Open di Agassi, tutto si può leggere…
21 Gennaio 2012 alle 16:44
Ricordo… Ricordo!!!
23 Gennaio 2012 alle 09:56
l’ho visto anch’io il libro di Ibra… per non parlare di Volo…
come si sul dire de gustibus….
baci
23 Gennaio 2012 alle 10:39
Aiuto, non so cosa commentare, non tanto per ammaniti quanto per il resto. Va bene: faccio onore al tuo coming out confessando di aver letto un harmony da piccola. E comunque sono in attesa di ricevere open di agassi da una mia amica. Fine outing.
23 Gennaio 2012 alle 12:58
Mi sa che dovrò leggerlo Agassi a questo punto!
23 Gennaio 2012 alle 11:44
Non fosse che io Ibra proprio non lo sopporto…
23 Gennaio 2012 alle 12:57
Interista per caso?