Che ometto

Mattina trascorsa ad effettuare il tagliando gratuito e obbligatorio dal pediatra del SSN. Eravamo rassegnati all’idea di dover passare 30 minuti da incubo stile ultimo incontro dal pediatra privato in cui alla fine della visita non ci capisci nulla. Ma questa volta Edo ci ha stupiti, dopo un’iniziale ritrosia a farsi spogliare ha collaborato da ometto con la pediatra.

Adagiato sulla bilancia per il peso non voleva più scendere. Presa una leggera botta alla testa nel momento di misurare l’altezza, ma senza troppe scene. Si è fatto auscultare senza lamentarsi, seguendo e controllando tutto quello che stava accadendo. E le orecchie? Terrore fino ad oggi, faccio fatica anche a pulirle durante il bagnetto: nemmeno un cenno. Si è fatto tastare pancino e gioielli di famiglia mentre mordicchiava il bastoncino con cui si è fatto guardare in bocca quasi orgoglioso dei suoi dentini resi bianchissimi grazie al suo prodigarsi nella pulizia orale. Ha superato brillantemente il controllo occhietti (tenuto conto che io e la mamma siamo originari della terra dell’oscurità, ci togli occhiali o lentine e il buio si impossessa di noi!), indicando, dopo un’iniziale tentennamento, le figure che la pediatra gli chiedeva.

La note dolente? Naturalmente il fatto che ancora non parla rimarcandolo in maniera un po’ preoccupata: “ma a 2 anni dovrebbe già parlare ed esprimere frasi di senso compiuto!”.

E sì, come no! Adesso mi aspetto che da un momento all’altro inizi a decantarmi i versi della Divina Commedia così potrò dormire sonni tranquilli!

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