Sembra poco

Sabato mattina. Lasciamo il nostro eroe dai nonni per per poter fare un po’ di commissioni in tranquillità, dobbiamo soprattutto prendere il regalo per il battesimo di domenica prossima del piccolo Jacopo, senza perdite di tempo e senza soprattutto diventare scemi. Il tutto fila via liscio, sfreccio per le vie di Milano con la batmobile della mamma (assolutamente utile nei posti dove un parcheggio è un terno al lotto), troviamo anche il tempo di fermarci a comprare delle buonissime specialità come mini-burrate in un posticino che conosciamo da una vita (eravamo in zona e ne abbiamo approfittato) e dopo meno di due ore siamo di ritorno, il nonno scende ad accompagnare Edo fino al cancello e dopo una lunghissima corsa per venirmi incontro ad abbracciarmi è già pronto per salire in macchina.

“Amore, non saluti il nonno?”

Inversione di marcia, il nonno lo prende in braccio, gli chiede un bacio e gli fa:

“Chi sono io?”

“Gnonno”

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