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Buio in sala: “Molto dopo mezzanotte” (2006)

Ritorno a parlare di cortometraggi e di amici, di sogni realizzati e di sogni da realizzare, di film fatti e di quelli che si vorrebbe fare (“Biondo, hai finalmente ultimato la preparazione dell’ultimo film? Sei peggio di Terrence Malick, un film ogni dieci anni!!!”).

Questo corto del Biondo aka Maurizio Scala è liberamente tratto da un racconto di Ray Bradbury (“Molto dopo mezzanotte”):

«L’ambulanza della polizia salì in cima alla scogliera all’ora sbagliata. È sempre l’ora sbagliata quando si muove l’ambulanza della polizia, dovunque vada, ma in questo caso era particolarmente sbagliata perché era molto dopo mezzanotte e nessuno riusciva ad immaginare che sarebbe tornato il giorno dopo, perché così diceva il mare che si infrangeva sulla spiaggia senza luce sotto la scogliera, e così confermava il vento che soffiava gelido e salato dal Pacifico, mentre la nebbia che oscurava il cielo e spegneva le stelle dava l’annuncio finale, muto ma devastante. Gli elementi dicevano che erano lì da sempre, mentre l’uomo, che …»

Trama: Tre infermieri della Croce Rossa sono chiamati a recuperare il corpo di una giovane suicida. Dopo aver recuperato il corpo, durante il viaggio in ambulanza affronteranno e si confronteranno su molti argomenti, forti, scottanti, difficili fino ad arrivare a scoprire una semplice verità.

PARTE I

PARTE II

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Da guardare dopo aver ascoltato Eric Clapton in “After Midnight”


Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Pattaya è il paradiso” (2008)

Non credo ci siano parole per spiegare la malvagità e il degrado dell’uomo. Anche solo chiedersi perché è già tanto, è uno sforzo che fa male, che non ti spieghi, non ci sono parole, giustificazioni, analisi, tutto è insignificante davanti a persone così! La proposta di oggi è un cortometraggio di denuncia sullo sfruttamento e abuso sessuale:

«L’idea mi è nata guardando un servizio delle Iene che trattava di abusi sessuali in Thailandia. Mi sono incuriosito al tema, abbastanza latente sebbene i dati impressionanti dimostrino il contrario! Ho subito contattato associazioni che sono state molto disponibili ed entusiaste che un tema del genere fosse trattato in un prodotto visivo, immediato e diretto.
Infatti, “Pattaya è il paradiso” è un cortometraggio ispirato a tante storie vere, di uomini e donne che, a centinaia di migliaia in tutto il mondo, si dirigono nei paesi più poveri per abusare sessualmente di bambini e bambine… La cosa scioccante è che solo il 3% di loro sono pedofili abituali, per il resto sono persone “normali”.
Ho preferito un’altra angolatura, concentrandomi sul soggetto attivo piuttosto che sulla parte soccombente, semplice oggetto di scena. Sperando di essere riuscito nell’intento della denuncia di un atteggiamento sicuramente da recriminare.» (Paki Perna)

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.

Buio in sala: “Uomini in gabbia” (1999)

Sono quasi sicuro che il titolo non vi dirà molto anche perché stiamo parlando di un cortometraggio, un piccolo film, speciale però, perché innanzitutto è un bel lavoro, ben fatto, ben girato e ben interpretato e poi perché sto parlando di amici, amici nel senso vero del termine perché abbiamo condiviso gran parte delle nostre estati insieme e anche se i tempi sono sempre più ristretti e non riusciamo a vederci come una volta continuiamo a vivere questa nostra amicizia. Ne abbiamo fatte tante (io, il Biondo, lo Scupino e il Mago), ma se parto con i ricordi questo post deraglierebbe rovinosamente, quindi ritorniamo sui binari originali e parliamo di “Uomini in gabbia”.

Anzi no, visto che è un corto vi invito a dedicare qualche minuto del vostro tempo per guardarvi il film e godervi Guido Caprino (memorabili le partite di poker con lui al tavolo) – forse qualcuno lo avrà visto vestire i panni del commissario Manara – in questa sua interpretazione sulla vita e su quello che la vita ci pone davanti, su quello che si vorrebbe essere e su come a volte la realtà non è quella che crediamo di vedere.

E del regista non parliamo? Come no! In attesa che completi finalmente di montare il suo nuovo film (“Nightshot”), Maurizio meglio conosciuto come Biondo (ma ormai di capelli biondi non c’è più traccia!) sta seguendo la sua strada lavorativa nella bassa modenese non dimenticando di fare quello che più gli piace, cioè, scrivere e dirigere film, davvero dei bei film!  Uno de tanti ricordi rimanendo in ambito cinematografico: abbiamo visto tutta la rassegna del 94′ al Taormina Film Festival godendoci in anteprima lo spettacolo di “Pulp Fiction” terminata con il film “Smoking; No Smoking“, una specie di “Sliding doors” francese della durata infinita di 260 minuti: se non ricordo male verso le 2 di notte abdicammo prima della fine lasciando le scalinate del teatro greco (le nostre povere chiappe non ne potevano più)!!!

Questo post partecipa alla rubrica BUIO IN SALA, mercoledì cinematografico di Mamma F & Mamma C di Nati per delinquere. Grazie e buona visione.