Category Archives: Ricordi

Zia Cri

Ciao zia Cristina… ieri li guardavo giocare insieme e mi sembravano i bambini più belli e bravi del mondo, ma in realtà non mi frega molto di quello, ma quando li vedo giocare insieme non posso non pensare che sono … Read more »

71

Non riesco ad immaginarti come saresti oggi, un arzillo vecchiettino di 71 anni con la tua solita pancetta, quella manco a dirlo?

Auguri papà…

Estintori Meteor

Mi sono accorto solo oggi che in circa 30 metri di corridoio in ufficio ci sono tre estintori e non potevo non ricordare una famosa voce, ben presente in testa, indelebile al tempo, alla polvere, ricordi ben stampati in testa. Chi è di Milano, ma soprattutto chi è milanista e non più un ragazzino, aimè, starà sicuramente sorridendo leggendo il titolo del post.

“Meteor. Meteor. Meteor. Estintori Meteor. I più moderni ed efficaci mezzi che vi proteggono dal fuoco. Estintori Meteor. Pero. Milano.”

Una presenza fissa, la partita non iniziava se prima non si sentiva rieccheggiare la pubblicità degli estintori diffusa dagli altoparlanti di S.Siro.

Stiamo parlando di uno stadio che non c’è più, nessuna copertura, men che mai 3° anello, solo popolari, distinti, tribuna urlati dai bagarini fuori dallo stadio. Altri tempi, quando si arrivava presto perché i posti non erano numerati e vigeva la semplice regola del primo che arriva, l’importante era non mettersi sotto la “fossa dei leoni”, non sapevi mai cosa ti poteva arrivare in testa, meglio evitare.

Tante, tantissime partite viste con papà, anche quelle dell’Inter anche se entrambi di fede milanista, ma si passava la domenica pomeriggio insieme allo stadio anche perché all’epoca si riusciva ad entrare gratis  e quindi via in macchina direzione S.Siro anche se voleva dire mangiare di corsa perché all’epoca le partite erano solo pomeridiane, iniziavano tutte rigorosamente alle 14.30, non si poteva arrivare all’ultimo secondo, c’era il posto da prendere e c’era soprattutto quella voce da ascoltare.

“estintori meteor, estintori meteor…”

Ciao papà… nessun compleanno da ricordare, nessun anniversario, nessuna festa, solo un sorriso, solo un ricordo di una vita che non c’è più.

“Fratelli e sorelle buonasera”

«Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo io vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me».

(Papa Francesco I – Roma, 13.03.13)

Anche Edo con un occhio sull’iPad giocando a Fifa e l’altro al televisore ha guardato in modo distratto la prima uscita del Papa, Vick invece ha tranquillamente e giustamente fatto come se nulla fosse.

Dalla

Beh, sai, è stato terribile. Io e Lucio avevamo finito di lavorare insieme da pochi mesi quando lui è morto, quindi non c’è solo la mancanza, ma proprio un distacco improvviso, qualcosa con la quale ti sembra di non poter fare i conti. Quando giravamo insieme lui parlava spesso della vita – e della morte – ma senza fare chissà quali discorsi… ne parlava in maniera semplice. E’ vera questa cosa, che diceva sempre che la vita era solo il primo tempo, ci credeva, era sicuramente un uomo sereno da questo punto di vista, magari su tante cose fingeva ma non su questo: quando eravamo in tour qualche imbecille mise in rete la notizia che era morto Lucio Dalla e a lui non gliene fregò niente… Io gli dicevo “Lucio io mi incazzerei moltissimo se lo facessero a me”, ma lui era così, la cosa non lo colpì più di tanto. Lascia un grande vuoto e un grande pieno, mi sento privilegiato ad aver condiviso con lui gli ultimi momenti della sua vita d’artista. Credo che insieme siamo riusciti a scrivere e cantare cose importanti, con una sincerità e un’intensità rara che ha sempre superato diversità di carattere, di stile, di cultura, di educazione Se mi manca o no non saprei dire… Certo banalmente non posso alzare il telefono e dirgli “ Ehi, come stai, hai sentito questo, hai sentito quello, quando passi da Roma?”, non posso più progettare niente di comune, intendo dire nemmeno prendere un caffè insieme, no. Tanto meno scrivere ancora o salire su un palco. Ma la verità è che tutto è scritto e dobbiamo convivere anche con il distacco e il rimpianto. Ma lui lascia dietro di sé qualcosa di vivo, di non definitivo e quindi di vitale e questa in qualche modo è una consolazione. Sarà difficile che diventi un santino, la sua musica continuerà a piacere e a influenzare gli artisti più sensibili.

(F. De Gregori)

Da leggere ascoltando “L’anno che verrà ”
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A mia mamma

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

(Alda Merini)

Auguri Mamma, ovunque tu sia!

Con il nastro rosa

Durante il mese di ottobre i 395 punti Prevenzione (Ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli clinici strumentali.
Calendario di visite ed eventi
Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti www.lilt.it o www.nastrorosa.it, dove saranno pubblicati anche gli eventi organizzati nelle varie città italiane nel mese di ottobre.

Ho già raccontato di come ho avuto il “piacere” di conoscere il cancro per questo ricordo questa iniziativa e come già scritto passateparola.

Da leggere ascoltando Battisti:

Giorni

18.06.12

Ci sono giorni particolari, il tempo non li ha fatti scivolare via come tutti gli altri, ci sono giorni in cui basta aprire gli occhi e ti rendi conto che vorresti che molte cose fossero andate diversamente, vorresti semplicemente prendere il telefono e dire due parole, di quelle che sembrano banali, di quelle quando eri giovane facevi quasi fatica a dire per una sorte di pudore che adesso non saprei spiegare, ma era così.

“Ciao pa’, come stai? Tanti auguri!”

Ci sono giorni e momenti della vita che vorrei tirar su quel telefono perchè la necessità di te è quasi fisica, sapere che qualunque strada dovessi mai imboccare ci saresti sempre tu a indicarmi la via d’uscita. Affronterei le sfide della mia vita con un po’ di tranquillità senza trovarmi sveglio alle 3 del mattino senza sonno con la testa pesante dai pensieri, così pesante che è meglio guardare un film demenziale in tv.

Oggi per una serie di circostanze mi sono trovato nel “tuo” ufficio, mi fa sempre uno strano effetto entrare in quel posto. Alla domanda le do il numero per prendere appuntamento ho risposto: non c’è bisogno, è sempre registrato nella mia rubrica.

Da leggere ascoltando Gianna Nannini in “Fotoromanza”

Papà

Molte cose conservo di mio papà, la maggior parte ormai sono solo dentro di me, sono i ricordi, i nostri ricordi, le sue parole, le nostre parole, il suo comportamento, il suo essere dolce e duro nello stesso tempo, le nostre chiacchierate con lo sguardo lontano rivolto verso il mare all’orizzonte, la sua infinita voglia di vivere, il suo amore profondo e intenso per la sua bambina e per sua moglie.

Ogni giorno è un ricordo e il tempo aiuta anche a sopportarne la mancanza, aiuta a volte a superare l’invidia che provo, non lo nego, per chi può ancora vedere le partite del Milan insieme a suo padre, ma mi ha lasciato anche qualcosa di molto meno poetico come l’abbonamento a “Panorama” che ho deciso di continuare a leggere; l’abbonamento è ancora intestato a lui, ho solo cambiato l’indirizzo. Ed oggi che è la festa del papà pubblico questo articolo, la storia di un amore e di un’avventura tra padre e figlio letta su proprio su “Panorama”

Auguri, papà!

 

Un ricordo… tanti anni fa!

 

Il ricordo di un compleanno, tu piccola, un momento rubato, una foto per ricordare, un bacio intimo, ma gioioso, un bacio complice con papà, una foto che ho sempre amato per l’infinito amore che papà aveva per te, ha lottato con tutte le sue forze, ti ha difeso, finché ha potuto è stato il tuo angelo custode, non ti ha mai giudicato, ti ha solo amato, tanto.

Questo era il mio papà, dicono che gli assomiglio molto, non lo so, ma se solo avessi preso un quarto del suo cuore e un quarto della sua testa potrei già essere contento così senza preoccuparmi del resto.

Cristina_papà

Sul mio comodino ci sono le foto di mia sorella e dei miei genitori. Una sera Edo seduto sul mio cuscino prende in mano la foto di mia sorella e fa alla mamma:

“Ma non sei tu, mamma?”

“No amore, è la zia Cristina.”

Poi prende in mano la foto dei miei e la mamma:

“Questi sono i tuoi nonni, nonno S. e nonna P.”

“Ma non sono i miei nonni, non sono nonno E. e nonna L.?”

Non so cosa abbia risposto la mamma perché sono uscito dalla stanza con un nodo in gola e le lacrime che erano pronte per uscire.

Hai ragione Edo, come spiegarti che anche loro sono i tuoi nonni, in questo momento non ci riesco, non hai avuto modo di conoscerli e non sai quanto mi faccia male, ma appena sarai un po’ più grande ed io riuscirò a parlartene senza lacrime, ti racconterò di che persone erano i tuoi nonni e la zia Cristina.

Da leggere ascoltando Sting in “Fragile”